Chi sono gli italiani dispersi nell’incendio di Londra alla Grenfell Tower

Due giovani italiani risultano dispersi dalla sera del devastante incendio divampato nel grattacielo di 24 piani a North Kensington. Si tratta di due veneti che hanno mantenuto i contatti con le famiglie sino a quando, secondo il loro racconto al telefono, l'appartamento è stato invaso dal fumo, poi il silenzio. Il bilancio parla di 12 vittime e decine di feriti.

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    Chi sono gli italiani dispersi nell’incendio di Londra alla Grenfell Tower

    Tra i dispersi nell’incendio alla Grenfell Tower di Londra ci sono due italiani: Gloria Trevisan e Marco Gottardi. I due risiedevano in un appartamento al 23° piano del grattacielo, completamente devastato dalle fiamme che hanno trasformato l’edificio nel cuore della città in un inferno di macerie e disperazione. Al momento sono 12 i morti accertati, mentre sono decine i feriti già soccorsi. In quello che è stato definito l’11 settembre di Londra, si sono ripetute scene di orrore simili a quelle , ormai storiche, della devastazione delle Torri Gemelle: testimoni parlano di persone che si sono lanciate nel vuoto per sfuggire alle fiamme, uomini, donne e bimbi che hanno tentato in tutti i modi di salvarsi. Per alcuni di loro è andata bene, per altri no e molti sono i dispersi, tra cui i fidanzati veneti che da quella drammatica notte non hanno più contattato le loro famiglie in Italia.

    Due italiani dispersi nell’incendio alla Grenfell Tower

    Gloria Trevisan e il suo fidanzato, Marco Gottardi, sono entrambi originari del Veneto e circa tre mesi fa hanno scelto Londra come città di residenza. Architetti, 27 anni lei e 28 anni lui, vivevano in uno degli appartamenti nel cuore della capitale britannica, al 23° piano (il penultimo) del grattacielo ormai ridotto a uno scheletro nero dopo l’incendio che ha divorato tutto, comprese le vite di almeno 12 persone. Gloria e Marco risultano irreperibili da quella sera, quando al telefono con le famiglie avevano iniziato una drammatica cronaca in diretta da quella trappola di fumo denso e fiamme. La ragazza è di Camposampiero, provincia di Padova, il ragazzo di S. Stino di Livenza, provincia di Venezia.

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    A Londra per lavorare e approfondire la lingua

    I giovani italiani dispersi si sono conosciuti nella facoltà di Architettura, si sono innamorati e hanno deciso di trasferirsi a Londra per perfezionare la conoscenza della lingua inglese. Lavorano in due studi di architetti diversi, come ha ricordato il padre di Marco, Giannino Gottardi, alla stampa. Attraverso il suo racconto è stato possibile fissare con maggiore certezza l’orario in cui, verosimilmente, le fiamme hanno lambito i piani alti della Grenfell Tower, per poi devastarli: “Alle 4.07 c’è stato l’ultimo drammatico contatto nel quale ci ha informati che il loro appartamento era invaso dal fumo e che la situazione diventava di emergenza. Da quell’istante non abbiamo avuto più alcun contatto e il telefono non era più raggiungibile”.

    L’ultima telefonata, poi il silenzio

    E quanto emerge dal racconto delle famiglie dei due ragazzi, è un dramma nel dramma: la speranza non muore, anche se flebile, ancorata all’ultima telefonata proprio durante il rogo. Oggi Giulia sarebbe tornata in Italia, ed è stata lei a chiamare a casa nel cuore della notte per informare i suoi che un incendio era divampato in quel grattacielo. Inizialmente Marco Gottardi ha provato a minimizzare l’entità della situazione, forse per tranquillizzare i loro cari. Un contatto telefonico di circa 25 minuti, dalle 3.45 alle 4.07, ora in cui dei due giovani di sono perse le tracce.