Chi sono gli attentatori di Londra

Londra sotto attacco: il duplice attentato è stato condotto da un commando di 3 assalitori, tutti uccisi dalla polizia nello scontro a fuoco tra London Bridge e Borough Market. Tra loro un italo-marocchino, fermato nel 2016 a Bologna. Si cercano eventuali fiancheggiatori che potrebbero aver fornito il supporto logistico al commando.

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    Gli attentatori di Londra sono 3, tutti uccisi dalla polizia durante le concitate fasi di inseguimento successive agli attacchi sul London Bridge e al Borough Market. Dopo aver travolto la folla con un furgone lanciato a circa 80 km/h, testimoni hanno riferito che i killer sono scesi dal pulmino per scatenare la furia dei loro lunghi coltelli sui passanti. I terroristi indossavano delle finte cinture esplosive. Numerosi testimoni oculari hanno dichiarato che durante il feroce atto omicida gli assalitori avrebbero urlato “Questo nel nome di Allah”. La pista terroristica legata all’Isis è stata confermata e risponde al recente appello del Califfato a tutti i lupi solitari in Europa: “Uccidete gli infedeli nel mese del Ramadan”.

    Tre attentatori muniti di coltelli e finte cinture esplosive

    La strategia è comune ai grandi attacchi terroristici in altre capitali europee: attentati condotti con veicoli lanciati sulla folla (come la strage al Westminster Bridge portata a termine, in quel caso, da un unico attentatore) e uso di armi bianche per massimizzare l’effetto distruttivo del piano terroristico.

    La premier Theresa May e il leader laburista Jeremy Corbyn hanno sospeso per un giorno la campagna elettorale. Riunito il Comitato d’emergenza Cobra, e Scotland Yard ha identificato i 3 killer del duplice attentato di Londra.

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    L’identità degli attentatori di Londra: tra loro un italo-marocchino

    Dopo l’iniziale silenzio stampa sui nomi dei killer, al fine di non compromettere gli sviluppi dell’inchiesta, Scotland Yard ha reso nota l’identità dei 3 attentatori di Londra. Si tratta di Khuram Butt, Rachid Redouane e Youssef Zaghba.

    Il primo aveva 27 anni, era sposato con figli e viveva a Barking, zona Est di Londra, esattamente nell’appartamento individuato durante un raid delle forze di polizia. Il giovane aveva origini pachistane e per le autorità sarebbe lui la mente della cellula jihadista. Il suo volto era apparso in un documentario sui fondamentalisti islamici legati a un predicatore in carcere, Anjem Choudary, trasmesso dall’emittente Channel 4. Il killer era noto ai servizi di sicurezza britannici, e nel video era intento a srotolare una bandiera dell’Isis in un parco.

    Il secondo, Redouane, 30enne, sosteneva di avere una doppia nazionalità, libica e marocchina e pare che in passato avesse assunto una falsa identità, facendosi chiamare Rachid Elkhdar. Questo è il contenuto di quanto a disposizione degli inquirenti, secondo il capo dell’antiterrorismo, Mark Rowley.

    Il terzo terrorista, identificato come Youssef Zaghba, è italo-marocchino: nel marzo 2016 fu fermato a Bologna nel corso di alcuni controlli in aeroporto, mentre stava per imbarcarsi per la Turchia. La madre risiederebbe ancora nel capoluogo emiliano.

    I terroristi hanno investito e accoltellato i passanti

    Inquietante il modus operandi del commando omicida: 7 le vittime accertate e almeno 48 i feriti che presentano importanti lesioni da schiacciamento e accoltellamento. Il primo ministro May ha fatto sapere con parole durissime davanti a Downing Street che non ci sono dirette correlazioni tra i fatti di Manchester e il duplice attentato di Londra, ma il fil rouge che lega tutti gli episodi è quello dell’estremismo islamico. Le forze antiterrorismo inglesi hanno eseguito una serie di raid nella zona Est di Londra, alla ricerca di possibili fiancheggiatori in grado di prestare supporto logistico al commando.

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    Attentato di Londra: eseguiti 12 arresti

    LaPresse

    Sono 12 le persone arrestate (tra cui 4 donne) nell’ambito dell’operazione di bonifica avviata dalle forze speciali subito dopo gli attacchi. Ma quanto finora fatto non basta, evidentemente, a scongiurare il pericolo attentati in Gran Bretagna: sono 3 gli attacchi terroristici in 3 mesi nella nazione, duramente provata dalla minaccia Isis. “Enough is enough”, (“Quando è troppo è troppo”), ha commentato la premier britannica Theresa May, indicando all’orizzonte misure ancora più restrittive in materia di antiterrorismo.

    Un’italiana denunciò uno dei killer di Londra

    Enrica Gasparri è l’italiana che ha reso alcune testimonianze su uno dei killer di Londra, di cui era vicina di casa: l’attentatore, noto alla donna come ABS, secondo il suo racconto aveva cercato di radicalizzare i bimbi al parco, e per questo lei stessa lo aveva denunciato. Ma dopo che Scotland Yard aveva preso in carico la segnalazione, l’italiana non seppe più nulla sulla questione.