Chi era Ian Brady, è morto in carcere il killer di bambini degli anni 60

Morto all’età di 79 anni Ian Brady, il killer della brughiera condannato all’ergastolo che negli anni 60 in Inghilterra torturò, violentò e uccise 5 bambini insieme all’amante Myra Hindley. Mai dichiaratosi pentito, il Moors Murderer era tenuto in vita con l’alimentazione artificiale. Glasgow, sua città natale, rifiuta di cremare il corpo, così come tante altre comunità del Regno Unito.

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    Chi era Ian Brady, è morto in carcere il killer di bambini degli anni 60

    Ian Brady è morto all’età di 79 anni: tristemente noto come Moors Murderer, il killer della brughiera che negli anni 60 in Inghilterra torturò e uccise 5 bambini. E’ deceduto nell’Ashworth Hospital in Merseyside portandosi nella tomba molti segreti atroci, come quello di non aver mai rivelato dove abbia sepolto il corpo del 12enne Keith Bennett.

    Una serie di delitti agghiaccianti che il killer di bambini ha compiuto insieme alla sua amante e complice Myra Hindley. Glasgow, città natale di Brady, ha già annunciato che rifiuterà di cremare il corpo dell’assassino, così come tante altre città del Regno Unito.

    Ian Brady e Myra Hindley: la feroce coppia di serial killer dei bambini

    I delitti della brughiera risalgono al triennio 1963-1965. La coppia spietata di serial killer rapì, stuprò e uccise cinque ragazzi tra i 10 e i 17 anni.

    Imbevuti di ideologia nazista e un macabro sadismo, sequestravano le loro vittime per poi stuprarle, torturarle e ucciderle, conservando fotografie delle vittime in un libro di preghiera e fissando sul registratore le urla disperate dei ragazzini.

    Myra e Ian si conobbero nel 1961 a Manchester, alle rispettive età di 19 e 23 anni e insieme si macchiarono delle peggiori atrocità. I due vennero arrestati nel 1965 a Hayde, nel Regno Unito, condannati all’ergastolo e rinchiusi in un manicomio criminale dal 1966. Per lo psichiatra di Brady, Malcolm MacCulloch, fu decisivo l’incontro tra due personalità disturbate come loro: “Una giovane donna dalla personalità di ferro, abituata a dare e ricevere violenza fin da bambina e uno psicopatico sessualmente sadico”.

    La verità è che molti dottori hanno cercato di dare una sorta di spiegazione “scientifica” al male terribile e gratuito che hanno fatto. Di sicuro hanno avuto entrambi una vita difficile.

    Brady, nato Stewart e poi adottato dagli Sloan di Galsgow, venne affidato ad un’altra famiglia per difficoltà economiche. Dopo il distacco, fin dalla sua giovinezza, mostra tratti di aggressività e passa anni ad entrare e uscire di galera per piccoli furti. Di indole solitaria, inizia a passare le sue giornate in biblioteca leggendo ‘Mein Kampf’ di Hitler. E’ in questa fase che conosce la compagna e futura complice Mira Hindley.

    Ian Brady killer della brughiera

    La ragazza, figlia di un ex militare alcolista, aveva alle spalle una storia di violenza e brutalità. Da bambina veniva picchiata ogni giorno e minacciata di ritorsioni se non avesse fatto altrettanto all’esterno, con amici e compagni di scuola. Da adulta, ha difficoltà a mantenere un impiego stabile finchè non incontra Brady con il quale inizia a esaltare l’ideologia nazista.

    Ian Brady venne dichiarato insano di mente nel 1985, e fino ad oggi è stato rinchiuso nel manicomio criminale di Ashworth. Dal carcere ha affermato più volte di non voler essere rimesso in libertà, e ha chiesto ripetutamente di essere messo a morte. Myra Hindley è morta all’età di 60 anni nel 2002 dopo varie richieste di annullamento dell’ergastolo, tutte respinte.

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    I Moor Murders: vittime bambini tra i 10 e i 17 anni

    vittime Moor Murders

    In tre anni la coppia Ian-Myra compie atroci delitti. La prima vittima è Pauline Reade, 16 anni, una vicina di casa della Hindley. La ragazza viene attirata con l’inganno nella brughiera Saddleworth offrendole un passaggio. Brady la violenta e le taglia la gola.

    Lo stesso copione viene messo in scena per John Kilbride, 12 anni. Il ragazzino viene avvicinato dalla Hindley in un mercato a Ashton-under-Lynl, da dove lo prelevano per portare anche lui, con una scusa, nella brughiera. Qui il bambino viene violentato e strangolato.

    Il 16 giugno 1964 toccò al dodicenne Keith Bennett. Myra Hindley lo fece salire sul loro furgone promettendo di riaccompagnarlo a casa. Ma anche lui venne portato nella brughiera e venne violentato e strangolato con un pezzo di corda. Il corpo del ragazzo non è mai stato trovato, nonostante le richieste disperate della madre del bambino: la donna è morta senza sapere dove è finito il suo bambino.

    La terza vittima venne invece scelta ad una fiera: Lesley Ann Downey, 10 anni. La piccola viene portata nella casa dei due fidanzati, dove la costringono a posare per delle foto pornografiche, la violentano e la uccidono.

    La piccola venne ritrovata sepolta in una piccola fossa nella maledetta brughiera insieme ai suoi vestiti.

    La sera del 6 ottobre 1965 Brady adesca il diciassettenne Edward Evans alla stazione centrale ferroviaria di Manchester e lo invitò a casa sua. Venne ucciso a colpi d’ascia davanti al cognato della Hindley, David Smith, marito della sorella minore Maureen. Il giovane rimane sconvolto dallo spettacolo a cui aveva dovuto assistere e si decide a denunciare in forma anonima la “coppia diabolica”. Grazie alla soffiata la polizia perquisisce la casa dei due fidanzati, all’interno della quale viene trovato il cadavere di Evans, un nastro registrato con le urla della piccola Lesley e delle foto della brughiera di Saddleworth Moor. Queste portano al ritrovamento dei corpi di Lesley Ann Downey e John Kilbride.

    Ci fu un processo lampo che durò solo 14 giorni in cui Ian Brady e Myra Hyndley vennero condannati all’ergastolo. I due negarono anche difronte all’evidenza i delitti commessi.

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    Irrisolto il delitto di Keith Bennett

    Ian Brady è morto a causa di un cancro e di un enfisema. Brady aveva chiesto più volte di poter porre fine alla sua esistenza, iniziando uno sciopero della fame dal 1999. Lo hanno tenuto in vita alimentandolo con un sondino, nella speranza che prima o poi avrebbe rivelato altri dettagli. Invece, la morte dell’assassino della brughiera lascia irrisolta la questione di dove sia il corpo del 12enni Keith Bennett. Winnie Johnson, la madre del piccolo Keith, ha lanciato negli anni disperati appelli sia a Brady che alla Hindley. La donna è però deceduta, dopo una lunga malattia, senza sapere dove sia stato sepolto il figlio. Lo stesso segreto che l’assassino si è portato con sé nella tomba, senza mai dichiararsi pentito, lasciando molti familiari delle vittime “ancora perseguitate da un morto”.

    Ian Brady: le città inglesi rifiutano la cremazione

    La stampa inglese ha riportato la decisione del consiglio comunale di Glasgow, città natale di Ian Brady: non ci sarà alcun accoglimento all’eventuale richiesta di cremazione, e il Council invita tutti gli altri a seguire la linea di Glasgow City.

    Un portavoce ha dichiarato: “Non abbiamo ancora ricevuto la richiesta, ma l’orientamento è rifiutarla. Sembra però che il No sia comune a tutti i Councils, a cui il consiglio di Glasgow si è rivolto così: “Vi consigliamo di non accettare un’eventuale richiesta di cremazione”.

    Il corpo è stato dissequestrato dalle autorità che volevano avere una garanzia sulla presa in carico da parte di un’agenzia di pompe funebri e di un crematorio disposti a occuparsi della salma.

    Anche il Consiglio di Sefton, competente per l’area in cui ricade l’ospedale dove è morto Brady, ha fatto sapere che non accetterà di cremare il corpo del pluriomicida. Il medico legale ha esplicitamente chiesto che le ceneri di Brady non vengano sparse nell’area di Saddleworth Moor , dove sono stati trovati i resti delle piccole vittime.

    Un’ipotesi, questa, totalmente rigettata anche dallo stesso avvocato del killer, Robin Makin.