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Chi è Tina Anselmi, morta la prima ministra della politica italiana [FOTO]

Chi è Tina Anselmi, morta la prima ministra della politica italiana [FOTO]
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    Tina Anselmi è morta all’età di 89 anni nella sua casa di Castelfranco Veneto. Fu la prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica. Eletta più volte parlamentare della Democrazia Cristiana, Tina Anselmi fu nominata ministra del Lavoro e della Previdenza sociale nell’esecutivo presieduto da Giulio Andreotti nel luglio del 1976. Il mondo della politica è in lutto.

    Tina Anselmi nacque il 25 marzo 1927 a Castelfranco Veneto in una famiglia cattolica. Dopo aver frequentato l’istituto magistrale a Bassano del Grappa, partecipò attivamente alla Resistenza come staffetta della brigata Cesare Battisti al comando di Gino Sartor con il nome di battaglia di “Gabriella” per poi passare al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Nel 1944, s’iscrisse alla Democrazia Cristiana e partecipò attivamente alla vita del partito. Dopo la fine della seconda guerra mondiale si laureò in Lettere all’Università Cattolica di Milano, diventando in seguito insegnante elementare.

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    Inizialmente si dedicò all’attività sindacale in seno alla CGIL e poi, dalla sua fondazione nel 1950, alla CISL. Fu dirigente del sindacato dei tessili dal 1945 al 1948 e del sindacato degli insegnanti elementari dal 1948 al 1955. Dalla fine degli anni ’50 ricoprì diversi incarichi nella DC. Fu eletta deputata per la prima volta nel 1968 e ininterrottamente fino al 1992, eletta sempre nella circoscrizione Venezia-Treviso. In tutti questi anni fece parte delle commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali, e si occupò principalmente dei problemi della famiglia e della donna: si deve a lei la legge sulle Pari Opportunità. La prima donna ministro in Italia ricoprì inizialmente l’incarico di ministra del Lavoro e della Previdenza sociale nel governo Andreotti III e poi di ministra della Sanità nei governi Andreotti IV e V, diventando una dei principali autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 1981 fu nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2. Nel 1998 ricevette l’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

    L’attuale presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ha ricordato con queste bellissime parole la prima ministra della storia italiana: “Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, prima donna ministro della storia italiana. Il suo impegno per le pari opportunità e contro la P2 e la sua personalità forte e discreta ne hanno fatto un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà. Ai familiari il cordoglio mio personale e di tutto il Governo“. La leader storica del Partito Radicale Emma Bonino ha dichiarato che Tina Anselmi era una donna che accettava le diversità con grande attenzione e curiosità: ”Era molto attenta alle diversità e di grande umanità”. La ministra delle Riforme e delle Pari Opportunità dell’esecutivo Renzi, Maria Elena Boschi, ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci. Tina Anselmi c’è stata e il mondo lo ha cambiato. Tina Anselmi si è impegnata per conquistare nuovi diritti per tutte e tutti ricordandoci che nessuna conquista è definitiva”. La presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha scritto sul suo profilo Twitter: “Partigiana, prima donna ministra, inflessibile avversaria dei poteri occulti. Con Tina Anselmi se ne va una madre della democrazia italiana”. L’ex ministra delle Pari Opportunità del Governo Berlusconi, Mara Carfagna, ha cinguettato: “Ciao Tina. Grazie per il tuo esempio, grazie per la tua storia, grazie per il tuo impegno. Grazie da parte di tutte le donne italiane”.


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    Una donna forte, coraggiosa, determinata e onesta che ha cambiato la storia del nostro Paese. Tina Anselmi lascia un segno profondo, significativo e indelebile nella storia politica e civile italiana.

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