Chi è il killer di Marsiglia: fino a 3 anni fa era in Italia

Ahmed Hanachi, il tunisino responsabile dell'omicidio di due donne davanti alla stazione di Marsiglia ha trascorso un lungo periodo in Italia. Dalle indagini è emerso che fino a 3 anni fa viveva ad Aprilia, sposato con una donna italiana, era stato arrestato due volte per furto e spaccio. Si indaga ora sulla possibilità che in quella zona sia presente una cellula estremista islamica

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    Chi è il killer di Marsiglia: fino a 3 anni fa era in Italia

    Chi è il killer di Marsiglia, Ahmed Hanachi? Il tunisino responsabile di aver ucciso due donne alla stazione di Saint- Charles ha vissuto per un lungo periodo in Italia. L’uomo ha vissuto nel nostro Paese fino a 3 anni fa, precisamente ad Aprilia, dove la comunità tunisina è fortemente radicata nel territorio. Hanachi era sposato con una donna italiana, da cui poi ha divorziato, facendo lavori saltuari e collezionando due arresti per spaccio di droga e furto, prima di far perdere le tracce.

    Isis rivendica gli omicidi di Marsiglia

    L’omicidio delle due donne davanti alla stazione di Marsiglia, risalente al primo ottobre scorso, è stato rivendicato dall’Isis, che, attraverso il suo organo di propaganda, Amaq, afferma che “l’assalitore è uno dei suoi soldati”. La polizia ha confermato, come precedentemente riferito da alcuni testimoni, che l’assalitore ha gridato Allah u Akbar prima di colpire le due ragazze ed essere poi ucciso dai militari dell’operazione Sentinelle. L’inchiesta è stata assegnata alla Procura antiterrorismo che indaga sull’ipotesi di “omicidio a scopo terroristico, tentato omicidio di pubblico ufficiale e associazione per delinquere”.

    Il killer di Marsiglia arrestato due volte in Italia

    Hanachi si sposa con una donna italiana e si stabilisce ad Aprilia, dove è presente una comunità di oltre 400 tunisini. Lavora in maniera saltuaria, e poco dopo divorzia dalla moglie. Durante il periodo in Italia viene arrestato ben due volte, con le accuse di spaccio di droga e furto. “Per tutto il periodo in cui è stato nel nostro Paese non ha mostrato segnali di radicalizzazione e la perquisizione a casa della ex moglie non ha dato risultati” ha raccontato una fonte dell’Antiterrorismo al quotidiano Repubblica. Le prime indagini della polizia di Prevenzione e del Ros dei Carabinieri collocano intorno al 2006 l’arrivo in Italia di Ahmed Hanachi, nato – come si legge sul suo passaporto – il 9 novembre 1987 a Biserta. Non risulta che sia stato schedato come potenziale terrorista o radicalizzato, anche se la sua pericolosità è dimostrata dal fatto che fosse stato individuato con 7 identità diverse in vari paesi del Maghreb.

    Il killer di Marsiglia arrestato 24 ore prima degli omicidi

    Man kills two passengers with knife at Marseille train station

    Ancora da chiarire le circostanze sul perché la polizia francese, che aveva arrestato Hanachi per furto 24 ore prima che commettesse gli omicidi, lo abbia rimesso in libertà. Il killer, fermato dalla polizia di Lione per furto, era stato trovato dagli agenti senza permesso di soggiorno, circostanza per la quale sarebbe dovuto essere accompagnato in aeroporto per l’espulsione. Il ministro degli Interni francese, Gèrard Collomb, sta indagando sulle ragioni per cui, invece di essere espulso, Hanachi sia stato rimesso in libertà poche ore dopo il fermo.

    Anche il responsabile della strage di Berlino ha vissuto in Italia

    Dalle indagini è però emerso un altro fattore importante. Ahemed Hanachi, il killer di Marsiglia, non è l’unico ad aver vissuto in quella zona. Ad Aprilia è vissuto per un certo periodo anche Anis Amri, il terrorista tunisino autore della strage di Berlino del 19 dicembre 2016, dove morirono 12 persone, travolte dall’autoarticolato che Amri aveva rubato. Il tunisino era poi stato ucciso in un conflitto a fuoco con due poliziotti quattro giorni dopo a Sesto San Giovanni, al confine con Milano.

    Ipotesi di cellula terroristica estremista in Italia

    Il fatto che due tunisini responsabili di omicidi in Europa abbiano vissuto nella stessa località potrebbe non essere una mera coincidenza. Gli investigatori dell’Antiterrorismo hanno trovato diverse prove a conferma che persone legate all’estremismo islamico siano transitate in Italia, prima di diventare responsabili di fatti di sangue. Il sospetto è che ad Aprilia, in particolare nella frazione di Campoverde, ci sia stata in passato una base logistica per tunisini con tendenze estremiste, che sarebbero stati indottrinati, fino a diventare radicali e potenziali killer. A conferma delle ipotesi, nell’ultimo anno e mezzo ben quattro tunisini che vivevano nella zona tra Aprilia e Latina sono stati espulsi.