Chi è Elsa Fornero, Ministro del Lavoro che cambierà le nostre pensioni

Chi è Elsa Fornero, Ministro del Lavoro che cambierà le nostre pensioni
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    Fino a ieri Elsa Fornero era sconosciuta dalla maggior parte degli italiani. Oggi è la donna che ha in mano il futuro dei cittadini e delle loro pensioni. Perché Elsa Fornero è il nuovo Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con delega alle Pari Opportunità. Vale a dire: sarà proprio lei a riformare il sistema previdenziale italiano. Alla Fornero è affidato uno dei compiti più difficili del Governo Monti. far quadrare i conti proprio a partire dalle pensioni, una delle note più dolenti del Governo uscente di Berlusconi.

    Prima di essere il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha ricoperto cariche importanti a livello italiano, ma anche internazionale. 63 anni, torinese, esperta di pensioni, è docente di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino. Ha fondato il Cerp (Centre for Research on Pensions and Welfare Policies), importante centro di ricerca sullo stato sociale italiano ed europeo. Attualmente è anche vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza d’Intesa San Paolo.

    In fatto di pensioni Elsa Fornero sembra saperne una più del diavolo. E’ stata allieva di uno dei più grandi economisti ed esperti di previdenza (Onorato Castellino) ed anche grazie alla sua formazione che oggi da Ministro del Welfare sa benissimo cosa fare e come affrontare la crisi economica che l’Italia sta vivendo. Nei tanti anni di onorata carriera, la Fornero ha sempre sostenuto l’esigenza di una riforma delle pensioni che avesse una “applicazione universale”, che coinvolga tutti: ricchi e poveri, politici e comuni cittadini, lavoratori dipendenti e liberi professionisti. Una sorta di livella che dovrebbe appianare le disparità che finora hanno colpito soprattutto i più deboli.

    Una delle soluzioni possibili secondo Elsa Fornero potrebbe essere il ritorno all’età di pensionamento flessibile. Il calcolo delle pensioni dovrebbe quindi essere fatto partendo dai contributi versati negli anni di lavoro e non basandosi sulla busta paga. In questo modo i lavoratori potrebbero scegliere autonomamente quando andare in pensione (tra i 63 e i 68 anni circa), sapendo che prima si andrà in pensione meno soldi si vedranno sul conto ogni mese. In questo modo il sistema applicato sarebbe quello contributivo e non quello retributivo. Se andassero in porto le ipotesi fatte dal neo-Ministro del Lavoro Elsa Fornero sulle pagine de Il Sole 24 Ore prima della sua nomina governativa, già dal 2012 tutte le pensioni potrebbero essere calcolate con il sistema contributivo e non quello retributivo. Si eliminerebbero così le disparità tra chi lavorava già prima del 1995 e chi invece rientra tra i lavoratori di “serie B” che hanno iniziato a lavorare dopo il ’95 (anno spartiacque in cui è entrata in vigore la legge Dini sul sistema pensionistico). Il che significherebbe pensioni più basse per molti, ma più giuste per tutti.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Donne in CarrieraPoliticaPrimo Piano Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:40
     
     
     
     
     
     
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