Chi è David Lynch, il regista della serie tv Twin Peaks

David Lynch, regista geniale classe 1946, ha firmato capolavori del cinema come Mullholland Drive, Elephant Man e Inland Empire. Per la tv ha realizzato il grande successo della serie cult I segreti di Twin Peaks negli anni 90 che ora torna nel piccolo schermo con il sequel. Il Leone d’oro alla Carriera 2006 ha annunciato che non farà più film.

da , il

    Chi è David Lynch, il regista della serie tv Twin Peaks

    Descrivere in poche parole chi è David Lynch è pressoché impossibile, perché tutto sarebbe riduttivo. Torniamo a parlare del grande regista in occasione dell’uscita del tanto atteso sequel della serie tv Twin Peaks. Proprio come nel 1990, la serie diventata cult, porta di nuovo la firma del grande maestro di cinema.

    Cinquanta anni di carriera per dieci film, amati dal pubblico e dalla critica mondiale, ma spesso snobbati dall’Academy e dai Golden Globes. Eppure è un talento indiscusso, che dà ai suoi film dei tagli unici e universalmente noti come capolavori, come Mullholland Drive.

    Chi è David Lynch: vita e filmografia

    David Keith Lynch nasce nel Montana, il 20 gennaio 1946. Figlio di un dipendente del Dipartimento di Agricoltura è costretto spesso a trasferirsi per il lavoro del padre, trascorrendo la sua infanzia vagabondando con la famiglia attraverso le cittadine del Nord-Est americano, tanto simili a quelle che compariranno poi nei sui film più celebri.

    La prima passione di Lynch alla quale si dedica non è il cinema, ma la pittura: dopo aver studiato arte a Boston, si iscrive a 19 anni alla Pennsylvania Academy of Fine Arts di Philadelphia.

    Si sposa a 21 anni con Peggy Lynch, che gli dà una figlia, Jennifer, anch’essa regista e autrice del best seller “Il diario segreto di Laura Palmer” legato al successo di Twin Peaks. E’ da ora che inizia a cimentarsi con la macchina da presa: dopo aver realizzato cortometraggi bizzarri, arriva il primo lungometraggio Eraserhead, “la mente che cancella”. Lynch si butta su questa pellicola in modo ossessivo per cinque anni, lavora di notte perché di giorno si guadagna da vivere distribuendo giornali, si trova spesso in difficoltà economiche e questo impegno lo conduce addirittura al divorzio con la moglie Peggy, nel 1974. Questo lungometraggio però sarà notato da Mel Brooks e inizia tutta un’altra storia per David Lynch.

    Proprio Mel Brooks nel 1980 gli affida la regia di The Elephant man, che riscuote un successo straordinario e guadagna otto nomination all’Oscar, tra cui miglior regia e miglior sceneggiatura.

    Dopo il film Dune (1984) e Velluto Blu ( 1986) nel quale farà il fortunato incontro con il musicista Angelo Badalamenti, autore dell’indimenticabile colonna sonora di Twin Peaks, nel 1990 David Lynch si dedica alla tv e realizza uno dei serial di maggiore successo di tutti i tempi, I segreti di Twin Peaks. Nello stesso anno vince la Palma d’Oro a Cannes con Cuore selvaggio. Nel 1992, ancora legato ai personaggi di Twin Peaks, Lynch realizza il lungometraggio Fuoco cammina con me, prequel della celebre serie televisiva che narra l’ultima settimana di vita di Laura Palmer, la giovane ragazza uccisa intorno alla quale ruota la vicenda.

    Lynch torna al successo con Mullholland Drive ricevendo il premio per la regia al Festival di Cannes e la quarta candidatura all’Oscar. Per la BBC è il miglior film del 21esimo secolo!

    Dopo la separazione da Peggy, Lynch ha avuto tre lunghissime relazioni: dal ’77 all’87 con la sua seconda moglie, Mary Fisk con cui ha avuto un secondo figlio, una storia con Isabella Rossellini e l’altra con la montatrice Mary Sweeney, che gli ha dato il suo terzo figlio, Ridley. Un matrimonio quest’ultimo lampo della durata di un mese.

    Lynch è stato designato del Leone d’oro alla carriera della Mostra di Venezia edizione 2006.

    Dopo l’ultimo successo con Inland Empire, ha annunciato che non farà più film.

    David Lynch regista dell’inconscio dei sogni

    Chi conosce il cinema di David Lynch sa bene che i suoi film sono caratterizzati da atmosfere surreali, immagini ipnotiche e totale assenza di linearità. Costringono lo spettatore a porsi domande, ad approfondire per capirne il senso. Molte delle interpretazioni non sono mai definitive, ma lasciate aperte. Basti pensare a Twin Peaks, che ha ancora fan dopo 26 anni! In ogni film evoca l’inconscio, il mondo onirico: “I miei film raccontano di strani mondi dove non puoi entrare a meno di non costruirli tu stesso, amo andare in questi strani mondi” spiega lui stesso. Attraverso le sue opere ha scandagliato l’inconscio umano e non sarà un caso che da piccolo voleva diventare uno psichiatra.

    David Lynch e il ritorno di Twin Peaks

    A 26 anni di distanza, esattamente il 21 maggio, negli Stati Uniti e nel Regno Unito arrivano gli episodi della terza stagione di Twin Peaks. 18 nuovi episodi, “scritti tutto d’un fiato”, che avranno la loro anteprima al festival di Cannes. La serie ha debuttato in esclusiva su Sky Atlantic in contemporanea USA e in lingua originale nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 maggio. Lo stesso episodio in italiano andrà in onda venerdì 26 maggio alle 21.15 su Sky Atlantic HD.

    Alla soglia dei 70 anni David Lynch corona uno dei suoi sogni: fare il sequel di Twin Peaks che gli avevano negato per problemi di budget e che ora propone in ben 18 micro-film. Interamente diretti da lui e scritti insieme a Mark Frost, il regista avrà anche una parte nella serie tv: sarà un agente dell’Fbi. C’è grande attesa sul ritorno della serie tv più inquietante di sempre e David Lynch si è preso il rischio di non deludere milioni di fan.

    La meditazione trascendentale di David Lynch

    Il regista attribuisce la sua indiscussa creatività alla meditazione. Da oltre 40 anni medita ogni giorno, tanto che nel 2005 ha fondato la David Lynch Foundation (DLF), che offre un sostegno finanziario per insegnare la tecnica della Meditazione Trascendentale a coloro che ne hanno più bisogno. David Lynch da molti anni è accanito sostenitore di un’antica forma di meditazione portata in auge negli anni ’60 dal guru indiano Maharishi Mahesh Yogi, che per un breve periodo divenne il punto di riferimento spirituale dei Beatles.

    “Ogni meditazione porta ad un livello superiore e così crescono le proprie capacità intellettive, la consapevolezza di sé, l’amore, le energie, la creatività e la pace, e la vita diventa migliore di volta in volta” ha dichiarato qualche tempo fa e la considera la ragione della sua felicità e del suo essere artista.