Chi è Abdulkadir Masharipov, il killer di Istanbul

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    Chi è Abdulkadir Masharipov, il killer di Istanbul

    Ha confessato il killer di Istanbul che la notte di Capodanno ha ucciso 39 persone al discoclub Reina: è Abdulkadir Masharipov, l’uzbeko già accusato e ricercato, e che ora ha ammesso le sue responsabilità davanti agli investigatori turchi. Le forze dell’ordine turche confermano altresì la corrispondenza tra le impronte digitali dell’uomo con quelle dell’attentatore.

    Per il governo non ci sono neppure dubbi sulla responsabilità dell’Isis. “È chiaro che ha agito per conto di Daesh» (l’Isis), ha sostenuto il prefetto di Istanbul. Chi è Abdulkadir Masharipov, l’uomo che ha aperto il fuoco alla discoteca Reina provocando 39 vittime, di nazionalità diverse, molti i giovani, inaugurando il 2017 all’insegna del terrore e del sangue?

    L’attentatore è un uomo di 33 anni e il suo nome in codice è Abu Mohammed Khorasani. Secondo le autorità, l’uomo sarebbe entrato illegalmente in Turchia per l’ultima volta nel gennaio dello scorso anno dal confine orientale.

    E’ stato catturato ieri notte dall’antiterrorismo turco in una abitazione nel quartiere di Esenyurt, nella periferia della parte europea di Istanbul. Con lui però anche altri 5 sospetti sono finiti in manette durante il blitz: 2 uomini e 3 donne. Secondo la Cnn Turk si tratta di presunti affiliati all’Isis con passaporti di Kirghizistan, Somalia, Egitto e Senegal.

    Masharipov sarebbe stato addestrato in Afghanistan, parlerebbe 4 lingue e sembra essere un uomo colto secondo le prime descrizioni fornite. Ha due figli: un bambino di 4 anni e una bambina di 18 mesi. Nel covo dove si nascondeva gli agenti avrebbero anche trovato 197mila dollari e diverse armi, un drone e alcune sim card.

    Prima dell’arresto, girava voce che fosse in fuga con il figlioletto di 4 anni, ma poi smentita. Pare invece che la moglie sia stata arrestata. Prima di individuare il covo dove si nascondeva Masharipov, l’antiterrorismo avrebbe analizzato 100mila ore di registrazioni delle telecamere di sicurezza disseminate nella città. E sembra inoltre, stando ai media locali, che la polizia sapesse già da giorni del suo ultimo nascondiglio, ma si sarebbe limitata a tenerla sotto sorveglianza per verificare chi la visitasse. Infatti è dalla notte della strage che sono stati effettuati in tutta la Turchia controlli, arresti, blitz: un’operazione che ha coinvolto 2 mila agenti, 50 le persone arrestate in blitz condotti in 162 indirizzi, tra i quali anche a Smirne, dove il 5 gennaio è esplosa un’autobomba davanti al tribunale provocando 4 morti.

    Dopo 16 giorni di fuga termina la caccia al killer di Capodanno e i media turchi hanno diffuso con grande evidenza le immagini di Masharipov trascinato in manette dai poliziotti di fronte a telecamere e fotografi.

    L’immagine di Masharipov: ematomi al volto e maglietta con sangue

    Sul sito web del quotidiano Hurriyet è stata pubblicata la foto del killer. Sul volto riporta diversi ematomi e lividi, segni di colpi e contusioni ed una ferita sul sopracciglio destro. Sulla maglietta sono evidenti le tracce di sangue.

    Masharipov ora dovrà affrontare lunghi interrogatori per svelare la rete di complici su cui ha contato per compiere il massacro. Scaricò sette caricatori di kalasnhikov all’interno del Reina dove circa 700 persone festeggiavano l’arrivo del 2017 . Dopo aver ucciso 39 persone e averne ferito un’altra decina, si cambiò nella cucina del locale e si allontanò indisturbato dal luogo della strage. Per far perdere le sue tacce cambiò almeno sei taxi. Un ritratto quindi che rivela una grande freddezza, una mente sempre stata lucida.

    Dolcetto o scherzetto?