Caso Shalabayeva, lo scandalo che imbarazza l’Italia

Caso Shalabayeva, lo scandalo che imbarazza l’Italia
da in Cronaca
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    alma shalabayeva

    Il cosiddetto caso Shalabayeva o caso Kazakistan sta riempiendo le pagine dei quotidiani ormai da giorni: si tratta infatti di un vero scandalo, ricco di misteri e di punti oscuri, che imbarazza l’Italia e che coinvolge una donna, moglie di un rifugiato politico kazako e la sua bambina di sei anni. Una vicenda avvolta da svariati dubbi e misteri, su cui le istituzioni stanno cercando di fare luce: in primis Angelino Alfano sta cercando di capire, in tempi brevi cosa sia realmente successo e di chi sono le eventuali responsabilità di quello che è accaduto. Ma facciamo un passo indietro.

    Alma Shalabayeva è la moglie del dissidente kazaco Mukhtar Ablyazov, che è stata espulsa dall’Italia lo scorso 31 maggio con la figlia Alua, di sei anni. Il marito però ha ottenuto da tempo l’asilo politico in Inghilterra e ci si chiede quindi chi abbia ordinato l’espulsione della donna, moglie appunto di un politico kazaco protetto dall’asilo politico britannico. Mukhtar Ablyazov è il fondatore del partito di opposizione al regime del Kazakistan di Nazarbayev: il politico è anche stato ministro dell’Industria e del Commercio per anni ma ha poi deciso di combattere il regime, perché diventato troppo dittatoriale. A quel punto gli esponenti del regime l’anno accusato di aver sottratto illegalmente 5 miliardi di dollari ad una banca del Kazakistan. Dopo l’arresto e le torture, Ablyazov nel 2003 grazie all’intervento di Amnesty International è uscito da carcere e dopo qualche anno in Russia ha trovato asilo in Inghilterra. Gli esponenti del regime avevano però scovato Ablayazov che ha deciso di far trasferire la moglie e la figlia in Italia.

    La notte tra il 28 e il 29 maggio 2013 però, inspiegabilmente, una cinquantina di poliziotti hanno fatto irruzione nella casa romana di via Casal Palocco, dove viveva Alma Shalabayev con la figlia e le hanno interrogate e portate in questura.

    La vicenda da questo momento è piena di mistero perché secondo la donna gli agenti l’avrebbero maltrattata per circa 15 ore. La versione ufficiale, che piano piano si sta sgretolando, racconta che Alma mostrò agli agenti un passaporto diplomatico della Repubblica Centrafricana falso; a quel punto mamma e figlia sono state espulse dal nostro Paese. Il passaporto era in realtà vero e riportava il cognome della donna da nubile. Lo scandalo italiano ha fatto presto il giro del mondo e le istituzioni, in evidente imbarazzo per l’accaduto, stanno cercando di capire come si siano svolti i fatti. Sarebbe stato l’ambasciatore del Kazakistan a Roma a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine direttamente al prefetto Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del ministro dell’Interno Angelino Alfano, e nella vicenda sarebbero coinvolti anche i prefetti Alessandro Valeri e Francesco Cirillo. Dalle ultimissime notizie sembra che Procaccini si sia dimesso.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Martedì 16/07/2013 16:13
     
     
     
     
     
     
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