Caso Ilaria Alpi: oggi l’anniversario della morte della giornalista Rai

Caso Ilaria Alpi: oggi l’anniversario della morte della giornalista Rai
da in Cronaca
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    Omicidio Ilaria Alpi, l'annuncio

    Ricorre oggi, 20 marzo, l’anniversario della morte di Ilaria Alpi, la giornalista della Rai uccisa mentre svolgeva il suo lavoro a Mogadiscio. La ricorrenza risulta ancora più amara se si pensa gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria legata al suo omicidio. È notizia di pochi mesi fa infatti che, dopo vent’anni dall’agguato che le è costato la vita, il super testimone ha mentito. L’unico testimone che aveva accusato l’unico condannato per la tragica vicenda, Hashi Omar Assan, e che, dopo aver deposto davanti alla Digos e alla Procura di Roma aveva lasciato l’Italia rendendosi irreperibile dal 1997, oggi ai giornalisti della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto” che l’hanno finalmente scovato ha raccontato la verità.

    Ahmed Ali Rage, detto Gelle, ha dichiarato il falso. Ha mentito. Il super testimone ha testimoniato il falso perché, secondo quanto ha dichiarato alla trasmissione di Rai 3, è stato pagato per farlo. È stato pagato per fare un nome e chiudere la vicenda, per trovare un capro espiatorio da condannare per il duplice omicidio.

    Ma le rivelazioni, che più che chiarire i contorni dell’attentato del ’94 in Somalia, rischiano di sfuocarli ulteriormente gettandovi nuove ombre, non finiscono qui. Il super testimone aveva sì lasciato l’Italia in direzione del Regno Unito, ma non era davvero sparito nel nulla.

    Secondo le nuove informazioni sembra che le autorità italiane fossero a conoscenza della sua ubicazione già nel 2006. In particolare, sembra che una nota dell’Interpol, indirizzata alla commissione d’inchiesta competente, indicasse con precisione dove e come trovare Gelle. Sembra anche che il Tribunale di Roma avesse aperto un’inchiesta contro lo stesso Gelle, dopo l’intercettazione di una telefonata in cui dichiarava la falsa testimonianza sul caso Alpi, per diffamazione.

    Ora, con le registrazioni tra le mani dei giornalisti di Rai 3. Con la voce del super testimone che ammette di aver mentito, di aver falsato l’esito di indagini e processo, non c’è più possibilità di tacere. La verità potrebbe essere pronta a venire a galla.

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    20/03/2014

    Ilaria Alpi, sono passati 20 anni dall’omicidio in Somalia della giornalista italiana del Tg3 e del cineoperatore Miran Hrovatin. Era il 20 marzo 1994 quando i due colleghi vennero freddati a colpi di kalashnikov e mitra a Mogadiscio. 20 anni trascorsi senza che la verità sulla vicenda sia emersa davvero.

    20 anni di inchieste, mezze verità, ipotesi più o meno credibili. Un colpevole accertato o, come sospettano alcuni, un capro espiatorio, e una realtà ancora tutta da capire.

    L’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è ancora una vicenda ricca di punti oscuri. È, ancora oggi nel ventesimo anniversario di quella tragedia, una vicenda dai contorni sfuocati. La Cassazione ha condannato a 26 anni di reclusione un miliziano somalo, Hashi Omar Assan. La versione ufficiale attribuisce la tragedia soprattutto al caso, a un rapimento finito male di giornalisti scelti casualmente. I sospetti ufficiosi, ma gridati a gran voce dai parenti delle vittime, invece, ipotizzano un agguato premeditato per ragioni politiche contro giornalisti scomodi che avevano scoperto alcune verità altrettanto scomode.

    L’unico dato certo è che Ilaria Alpi e il cineoperatore Miran Hrovatin, quella domenica del 1994, poco dopo le 14.30, hanno perso la vita sulle strade di Mogadiscio. I due colleghi, in Somalia per seguire la missione Restore Hope, che vedeva impegnati anche i militari italiani, stavano tornando nella capitale somala dopo essere stati nel nord del Paese per incontrare il sultano del Bosaso. Avevano scoperto notizie importanti su traffici illeciti di armi e rifiuti si è appreso più tardi. A pochi metri dal loro albergo sono stati sorpresi da un vero e proprio commando armato, composto da almeno sette persone, che ha fatto fuoco, uccidendo Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la prima con una pallottola alla tempia e il secondo con una raffica di colpi.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Venerdì 20/03/2015 17:50
     
     
     
     
     
     
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