Caso Denise Pipitone: confermata in Cassazione l’assoluzione della sorellastra

A 13 anni dalla scomparsa della piccola Denise Pipitone a Mazara del Vallo, si chiude il processo a carico della sorellastra Jessica Pulizzi. La ragazza è prosciolta dall’accusa di concorso nel sequestro della bambina, sparita quando aveva quattro anni. Piera Maggio: “Rapitore ancora libero”.

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    Caso Denise Pipitone: confermata in Cassazione l’assoluzione della sorellastra

    Foto Facebook: pagina ufficiale Missing Denise Pipitone

    La Cassazione ha confermato l’assoluzione per Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise Pipitone, la bambina di quattro anni scomparsa nel 2004 da Mazara del Vallo (Trapani). La Pulizzi, oggi definitivamente prosciolta, era stata assolta in primo e secondo grado dall’accusa di concorso nel sequestro della piccola, nata da una relazione del padre con Piera Maggio. Si è così messa la parola fine ad un processo durato 10 anni sulla scomparsa della piccola Denise, sulla quale ancora non sono chiare né le circostanze, né chi sia il responsabile.

    Confermata la sentenza già emessa in Appello per assenza di prove e indizi

    La Cassazione ha di nuovo quindi confermato la stessa sentenza emessa in Appello che scagiona Jessica Pulizzi. Secondo il procuratore Luigi Orsi non ci sono elementi per dimostrare “che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia effettivamente compiuto”. Per la giustizia quindi Jessica Pulizzi non potrà più essere processata per lo stesso reato.

    La sorellastra di Denise , all’epoca dei fatti 17enne, venne iscritta nel registro degli indagati. Per gli investigatori aveva avuto un ruolo nel sequestro della bambina. A tradirla sarebbe stata una frase, pronunciata in dialetto, mentre aspettava di essere sentita in Questura pochi giorni dopo la scomparsa della bambina e registrata da alcune cimici. Gli unici due imputati sulla scomparsa di Denise sono stati Jessica Pulizzi, accusata di sequestro di persona e l’ex fidanzato Gaspare Ghaleb, tunisino accusato solo di false dichiarazioni. A quest’ultimo vennero inflitti due anni di reclusione. Venne invece archiviato il procedimento a carico di Anna Corona, madre di Jessica, che sembrava coinvolta nella scomparsa. All’inizio infatti la pista più probabile sembrava essere quella della vendetta familiare inerente ai dissidi tra la vecchia e la nuova famiglia del padre di Denise, Tony Pipitone. Successivamente gli inquirenti seguirono la pista del rapimento da parte di zingari ai quali la bambina sarebbe stata consegnata.

    Infine nell’ottobre del 2005 le indagini sembrano imboccare la pista giusta. La speranza arriva da un filmato di una guardia giurata davanti a Milano. Nei pochi fotogrammi si vede una bambina in compagnia di una donna rom. Immagini che fanno il giro dell’Italia, rimbalzano da una tv all’altra. Si susseguono tante segnalazioni che vedono la bambina a Cremona, a Verona, a Bologna e all’estero. Ma gli accertamenti del Dna danno ogni volta esito negativo: quelle bambine non sono Denise Pipitone. E’ quindi così che fino ad oggi è stata ripresa come la più probabile la pista della vendetta familiare da parte della sorellastra.

    La reazione di Piera Maggio: ‘Il rapitore è ancora libero’

    Piera Maggio, la mamma che mai si è arresa a cercare la piccola Denise ha commentato la sentenza: “Lancio un appello a tutti gli italiani perché stiano attenti. Se, come ha stabilito la Corte, la vicenda del rapimento di Denise non è una faida familiare, significa che c’è un ladro di bambini in giro”.

    In questi anni la donna non ha mai smesso la sua battaglia. “E’ viva” ha sempre ripetuto con ostinazione ai giornalisti, agli avvocati e agli investigatori.

    In occasione del settimo compleanno della sua Denise, si incatenò persino davanti al Quirinale per chiedere una riforma della legge sul sequestro dei minori. E poi uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei minori scomparsi. Ma neppure oggi che Denise avrebbe 15 anni si dà per vinta.

    “Ora che facciamo avvocato?” ha chiesto la mamma di Denise dopo la sentenza. Il giorno prima del verdetto Piera Maggio ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook: “Comunque vada, credo fermamente che non ci saranno né vinti né vincitori, solo tanta tristezza! Finché non c’è giustizia non ci sarà mai pace!”.

    Tutta Mazara del Vallo e l’Italia intera si è mobilitata per cercare la piccola Denise e la verità sulla sua scomparsa. Oggi però con l’assoluzione dell’ultima indagata, siamo di nuovo al punto di partenza senza risposte.