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Caserta, uccide la compagna a coltellate e si costituisce

Caserta, uccide la compagna a coltellate e si costituisce
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    Caserta, uccide la compagna a coltellate e si costituisce


    Oggi giornata di lutto: questa mattina è morta Vania Vannucchi, bruciata viva dal suo ex e da Caserta arriva un nuovo caso di femminicidio, che vede protagonista una donna di 59 anni, Rosaria Lentini, uccisa a coltellate. Il compagno della donna, Nicola Piscitelli, le ha inferto 12 coltellate alla schiena, dopo di che con la lama ancora insanguinata, si è presentato alla stazione dei Carabinieri e si è costituito.
    L’omicidio è avvenuto questa mattina alle 6.30. I due coniugi, residenti nel comune di San Prisco (Caserta) avrebbero avuto un diverbio e al termine della lite, l’uomo ha ucciso la moglie. In evidente stato di agitazione si è recato presso la stazione dei Carabinieri a Santa Maria Capua Vetere e i militari, grazie alle sue indicazioni, hanno potuto trovare il cadavere della donna.

    Il corpo senza vita di Rosaria Lentini, originaria di Catania, si trovava dentro ad un sacco a pelo nei pressi di in un camper. I due coniugi infatti da tempo abitavano in un camper e prima dell’omicidio si erano accampati in un’area di sosta nei pressi della Cava Tifatina. Era un luogo isolato e non ci vivevano da tantissimo. La coppia infatti era solita spostarsi e cambiare zona di residenza, per questo non li conosceva nessuno. Sul luogo sono ancora in corso rilievi e accertamenti da parte dei Carabinieri ed è giunto anche un magistrato della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nicola Piscitelli, 55 anni di Arienzo, è in stato di fermo.

    IL TRISTE FENOMENO DEL FEMMINICIDIO

    Due casi di femminicidio nell’arco di 24 ore quindi: Rosaria uccisa dal compagno e Vania Vannucchi, l’operatrice sanitaria di Lucca bruciata viva dal suo ex compagno,che questa mattina ci ha lasciati a causa delle gravi ustioni riportate. Una giornata triste e piena di rabbia, su cui ha espresso indignazione anche il mondo politico.


    Il Presidente del Senato Pietro Grasso ha definito questi uomini squallidi criminali e schifosi assassini e non bisogna più parlarne coinvolgendo termini come raptus, gelosia, rifiuto non accettato, perchè sono crimini senza giustificazione. Il ministro Maria Elena Boschi ha già convocato l’8 settembre prossimo una riunione per il Piano Straordinario contro la violenza di genere. Deve essere una priorità del Governo, perché non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragiche morti. Anche la Boldrini è intervenuta ribadendo, come fatto più volte, che serve un’azione culturale mirata: leggi, centri antiviolenza, iniziare a cambiare le cose partendo dai nostri atteggiamenti quotidiani.

    La triste verità è che oggi altre due donne sono morte per mano di uomini violenti e vanno ad aggiungersi alla lista della vergogna dei casi di femminicidio, 60 da inizio 2016.

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