Capotreno accoltellato a Lodi, per la Procura ha inventato tutto: “Si è autoinferto la ferita”

Emergono dettagli inquietanti dalla vicenda del capotreno 45enne che a Lodi aveva denunciato un accoltellamento da parte di un uomo di colore. Ne erano seguiti un'imponente caccia all'uomo, il tumulto feroce dei sindacati di categoria e un inevitabile allarmismo. Dalla Procura arriva una risposta choc: 'Ha inventato tutto e si è autoinferto la ferita', rischia condanna per calunnia e simulazione di reato.

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    Capotreno accoltellato a Lodi, per la Procura ha inventato tutto: “Si è autoinferto la ferita”

    Rischia davvero grosso il capotreno che a Lodi aveva denunciato un accoltellamento. Avrebbe inventato tutto. L’aggressore, indicato in un uomo di colore, è stato al centro di un’imponente caccia all’uomo, scaturita dalle dichiarazioni del dipendente Trenord. Ne era seguita un’ipotesi di ammutinamento generale su proposta dei sindacati, per le falle di sicurezza sui treni. Ma la realtà ricostruita dalla Procura sarebbe competamente differente: “Ha inventato tutto”, persino il ferimento, e all’orizzonte si profila un procedimento per calunnia e simulazione di reato.

    Accoltella un controllore in treno, aggressore in fuga: ma per la Procura è simulazione di reato

    All’arrivo dei soccorritori alla stazione di Codogno (Lodi), il capotreno, in forze all’azienda Trenord, era stato preso in carico dagli operatori sanitari e ricoverato in ospedale, in condizioni ritenute non preoccupanti. Immediatamente erano scattate le ricerche dell’aggressore, indicato dalla vittima in un uomo di colore. Era il 19 luglio scorso, e l’accaduto, a ridosso di un’aggressione dai contorni opachi a un capotreno donna in Sardegna, aveva rincarato la dose di proteste nel settore.

    L’accoltellamento era stato inquadrato temporalmente intorno alle 7.30 del mattino, sul treno Piacenza-Milano, quando il controllore, dopo aver chiesto regolare esibizione del biglietto a un giovane di colore, si sarebbe trovato con un coltello piantato nella mano destra. Un fendente che ha trafitto l’arto da parte a parte. Una brutta ferita, decisamente, ma quello che è appena emerso dalle indagini è ancora più sconvolgente del presunto episodio violento.

    L’aggressore è saltato dal treno in corsa: caccia all’uomo, ma la vittima avrebbe inventato tutto

    L’aggressore avrebbe cercato di nascondersi alla vista del capotreno, il quale avrebbe esclamato: “E tu cosa fai qui?”, prima di chiedergli di esibire il biglietto. L’uomo, che secondo il controllore ne era sprovvisto, non avrebbe dato alla vittima neppure il tempo di prendere il blocchetto delle multe. Dopo il ferimento, l’aggressore avrebbe aperto le porte e si sarebbe gettato del treno ancora in corsa, poco prima di arrivare alla stazione di Santo Stefano.

    L’identitkit parlava chiaramente di un uomo di origini africane, di corporatura esile e alta statura, con jeans e maglietta di colore vivace.

    La “vittima” si era inventata tutto, invece, e a dirlo è il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro.

    Il caso sembra ormai chiuso, dopo gli esiti delle indagini della Scientifica. Dai video del circuito interno alla stazione, presunto teatro dell’aggressione, sarebbe emerso che la dinamica raccontata deriva dalla fantasia del capotreno.

    Capotreno accoltellato: “Si è autoinferto la ferita”

    L’uomo, dipendente Trenord, secondo gli inquirenti si è autoinferto la ferita alla mano con un coltello preso dalla sua cucina di casa: “Si è inventato tutto, la vicenda va letta come segnale di esasperazione per la situazione che stanno vivendo”, ha spiegato il procuratore Chiaro.

    Dal canto suo, il capotreno avrebbe spiegato di aver indicato come aggressore un ghanese di 25 anni, con cui, pochi giorni prima dell’episodio contestato, avrebbe avuto un diverbio acceso da cui sarebbe nata la paura di ritrovarlo sul treno.

    Per questo, ha detto, avrebbe simulato l’accoltellamento incolpando lo straniero. Anche questo aspetto, però, è al vaglio della Procura e potrebbe rivelarsi del tutto infondato.

    Il dipendente Trenord accusato di calunnia, simulazione di reato e interruzione di pubblico servizio

    In attesa di ulteriori riscontri, quello che appare ormai certo è che dalle telecamere non si evince alcuna dinamica concorde con il racconto del dipendente Trenord che aveva fatto scattare l’allarme. Per lui si profilano gravi capi d’imputazione: dalla calunnia alla simulazione di reato, non ultimo l’interruzione di pubblico servizio.

    Nell’interrogatorio non avrebbe opposto alcuna obiezione alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, e sembra aver ammesso di essersi accoltellato da solo.

    Il grido dei sindacati: pronto uno sciopero immediato

    La Filt Cgil Lombardia di Stefano Malorgio era stata la prima sul piede di guerra in merito alla necessità di maggiore sicurezza sui treni, e aveva indetto “uno sciopero immediato con blocco dei servizi di controlleria”. Secondo Malorgio, infatti, ancora molto è il da farsi per garantire maggiori tutele al personale in servizio, e l’accaduto descritto dal capotreno a Lodi aveva gettato in uno stato di allerta generale.

    La Cgil aveva continuato espressamente a parlare di “condizioni di pericolosità”, chiedendo alle istituzioni competenti di intervenire con provvedimenti seri in materia. L’accento era stato posto anche sulla necessità di una più attenta messa a punto dei sistemi di videosorveglianza, gli stessi che avrebbero poi incastrato la presunta vittima di Lodi alle sue responsabilità.

    La Fit Cisl aveva espresso vicinanza per l’accaduto, attraverso il segretario generale Anotnio Piras: “Solidarietà al collega di Trenord accoltellato oggi e alla sua famiglia e gli auguriamo che l’operazione alla mano non lasci danni permanenti”. Piras aveva poi aggiunto un pensiero all’agente aggredito a Milano, pochi giorni prima di quanto denunciato da Feltri: “Esprimiamo solidarietà anche al poliziotto accoltellato ieri alla Stazione centrale di Milano e ci domandiamo perché le misure di sicurezza che riguardano altri segmenti del settore trasporti non siano applicate anche a quello ferroviario”.

    Il caso del capotreno aggredito a Porto Torres

    Sempre la Fit Cisl si è schierata in prima linea nel denunciare un controverso episodio (su cui è arrivata la pronta smentita di Trenitalia), secondo cui una capotreno sarebbe stata aggredita fisicamente e molestata da alcuni giovani nigeriani, sprovvisti di biglietto. Nonostante il ridimensionamento della vicenda da parte dell’azienda, e la liquidazione dei fatti come “un semplice diverbio”, i sindacati non hanno mostrato la minima inflessione rispetto alla linea dura contro la recrudescenza di fatti violenti che non possono non destare preoccupazione.

    Sull’episodio avvenuto sul treno Porto Torres-Sassari ci sono due versioni contrastanti, dunque, ma il fil rouge indissolubile rimane l’allarme sicurezza davanti all’escalation di aggressioni contro il personale.