Capodanno a Colonia, donne vittime di abusi e lesioni: arrestati stranieri e rifugiati siriani

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    Capodanno a Colonia, donne vittime di abusi e lesioni: arrestati stranieri e rifugiati siriani

    Le forze dell’ordine di Colonia hanno arrestato 31 persone accusate di lesioni corporali, furti e aggressioni nei confronti delle donne compiuti nella notte di Capodanno. Tra gli arrestati ci sono stranieri e rifugiati siriani, ma in gran parte sono uomini di origine nordafricana. La polizia della città tedesca ha rivelato in un rapporto che le aggressioni e le violenze della notte di San Silvestro hanno trasformato il cuore della città in “un inferno per le donne sole o accompagnate che hanno dovuto attraversare delle vere e proprie forche caudine formate da masse di uomini pesantemente ubriachi”.

    “Sono siriano, dovete trattarmi amichevolmente, mi ha invitato la Signora Merkel! – avrebbe detto uno dei sospettati citato nel rapporto della polizia – Non potete farmi niente – avrebbe commentato un altro – domani vado a prendermene uno nuovo”. Un fenomeno raccapricciante che non si era mai verificato prima. Anche la stessa polizia è sotto accusa per aver reagito tardi e per aver negato informazioni circa la provenienza degli aggressori. Attualmente sono ben 121 le denunce e come ha dichiarato un portavoce della polizia tedesca in tre quarti dei casi si tratta di reati a sfondo sessuale spesso avvenuti in concomitanza con furti o borseggi. La leader tedesca Angela Merkel è piuttosto determinata. La cancelliera ha infatti spiegato che è importante che la piena verità sia messa sul tavolo senza sconti ed edulcorazioni.

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    Le molestie e le aggressioni di Colonia non sono purtroppo un fatto isolato. Aggressioni a sfondo sessuale nei confronti delle donne si sono registrate la notte di Capodanno anche ad Amburgo, Stoccarda, Zurigo e Helsinki. Le polemiche non si placano in Europa e dopo i fatti vergognosi e ignobili di Capodanno il premier slovacco Fico ha annunciato che Bratislava non accoglierà più rifugiati musulmani: “Non vogliamo che in Slovacchia accada quello che è successo in Germania“. Durissimo il Pis di Kaczynski in Polonia che ha dichiarato guerra sul fronte delle politiche dei migranti.

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