Canzoni belle per l’estate: “Il peso della valigia” di Ligabue

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    Impossibile che non l’abbiate sentita alla radio: tra le canzoni belle per l’estate una delle più amate è senza dubbio “Il peso della valigia” di Ligabue. Una canzone che quando la si ascolta una volta non si può fare a meno di continuare a fischiettare e che parla del percorso di una donna, che potremmo essere tutte noi, fino alla consapevolezza e alla maturità. Oltre alla melodia, anche il testo è molto bello e vale la pena di leggerlo con attenzione.

    Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui

    e ti è toccato partire bambina

    con una piccola valigia di cartone

    che hai cominciato a riempire

    due foglie di quella radura che non c’era già più

    rossetti finti ed un astuccio di gemme

    e la valigia ha cominciato a pesare

    dovevi ancora partire

    e gli occhi han preso il colore del cielo

    a furia di guardarlo

    e con quegli occhi ciò che vedevi

    nessuno può saperlo

    e sole pioggia neve tempesta

    sulla valigia e nella tua testa

    e gambe per andare

    e bocca per baciare

    Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui

    e ad ogni sosta c’era sempre qualcuno

    e quasi sempre tu hai provato a parlare

    ma non sentiva nessuno

    e ti sei data ti sei presa qualche cosa chissà

    ma le parole che ti sono avanzate

    sono finite tutte nella valigia

    e li ci sono restate

    e le tue gambe andavano sempre

    sono sempre più adagio

    e le tue braccia reggevano a stento

    il peso della valigia

    e sole pioggia neve tempesta

    sulla valigia e nella tua testa

    e gambe per andare

    e bocca per baciare

    sole pioggia neve tempesta

    sui tuoi capelli su quello che hai visto

    e braccia per tenere e fianchi per ballare

    Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui

    ma adesso forse ti puoi riposare

    un bagno caldo e qualcosa di fresco

    da bere e da mangiare

    ti apro io la valigia mentre tu resti li

    e piano piano ti faccio vedere

    c’erano solo quattro farfalle

    un po’ più dure a morire

    e sole pioggia neve tempesta

    sulla valigia e nella tua testa

    e gambe per andare

    e bocca per baciare

    sole pioggia neve tempesta

    sui tuoi capelli su quello che hai visto

    e braccia per tenere e fianchi per ballare