Campionessa di pallamano rinuncia alle Olimpiadi: dona rene a suo padre

Campionessa di pallamano rinuncia alle Olimpiadi: dona rene a suo padre
da in Cronaca bianca
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    Campionessa di pallamano rinuncia alle Olimpiadi: dona rene a suo padre

    Lo sport ci insegna importanti valori: il gioco di squadra, il sacrificio, l’onestà, la disciplina, l’amicizia e la solidarietà. La storia che viene dall’Argentina, della giocatrice di pallamano Joana Bolling ci insegna anche che si puo’ mettere da parte il nostro obbiettivo sportivo per la famiglia. Joana gioca nella nazionale argentina, è giovanissima, appena 22 anni e stava per coronare il suo sogno: le olimpiadi di Rio, in programma dal 5 al 21 agosto.

    Il padre della Bolling è un ex campione di basket affetto da una grave insufficienza renale da quando aveva 11 anni. Costretto alla dialisi tre volte a settimana, necessitava di un intervento per sopravvivere. Approdare alle Olimpiadi per uno sportivo è la massima ambizione, ma Joana difronte al padre malato non ci ha pensato due volte: gli ha donato il suo rene. Il padre aveva fatto di tutto per dissuaderla da tale gesto, anche perché in quanto sportivo sapeva a cosa avrebbe rinunciato sua figlia. Aveva cercato altri donatori, le ha tenuto nascoste le cartelle cliniche.

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    Joana senza esitazione si è operata con successo il 5 aprile ed ora è in convalescenza. Il suo primo pensiero l’ha riporato su Instagram postando la foto del suo amato padre. Nel post scrive “Joana significa famiglia. Famiglia significa che nessuno viene abbandonato.O dimenticato”
    In questo caso il raggiungimento dell’obbiettivo era mettere da parte lo sport per aiutare il padre.

    La pallamano per lei è importantissima, ma la sua famiglia ancor di più. In un certo senso ha giocato la sua partita ed è andata a segno infilando la palla nella porta arrivando alla vittoria.
    La storia dello sport è ricca di gesti simili. Per rimanere in Italia, ci viene in mente la storia di Cesare Prandelli, che quando era allenatore della Roma lasciò la panchina per stare vicino alla moglie malata. Tutti gli sport da sempre, a tutti i livelli, promuovono eventi legati alla solidarietà.

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    Quel gesto Joana avrebbe voluto farlo da anni, ma era minorenne e non poteva farlo. Lei e sua sorella quando erano piccole vedendo il padre soffrire da anni, erano decise a donare il proprio organo. Solo Joana è risultata compatibile e non si è tirata indietro, anche se in alcuni casi il donatore del rene può non essere compatibile.
    E’ successo ora, in prossimità delle Olimpiadi e del suo compleanno, quasi a rendere il gesto ancora di più un esempio di amore infinito. Joana guarderà i Giochi da casa, insieme alla sua famiglia, insieme a suo padre e chissà se tra quattro anni potranno festeggiare insieme una medaglia olimpionica.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca bianca Ultimo aggiornamento: Venerdì 12/08/2016 07:39
     
     
     
     
     
     
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