Bruxelles, esplosione alla stazione centrale

Terrore a Bruxelles per un'esplosione alla stazione centrale, riconducibile a un fallito attentato. Evacuate la Gare Central e la Grand-Place, metropolitana chiusa. L'assalitore indossava una cintura esplosiva e secondo fonti locali sarebbe rimasto ferito dopo essere stato neutralizzato. Presidio delle forze di polizia sul luogo della deflagrazione. Trovata un'altra bomba con chiodi.

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    A Bruxelles un’esplosione alla stazione centrale ha fatto piombare la città nell’incubo terrorismo. Morto l’attentatore, che indossava una cintura esplosiva. Chiuse le linee della metropolitana e evacuata anche la Grand-Place. Intorno al luogo della deflagrazione sono stati uditi anche diversi colpi di arma da fuoco. Pierre Meys, portavoce dei vigili del fuoco di Bruxelles, ha confermato l’esplosione, attribuita a una carica all’interno di un trolley che l’uomo aveva con sé. Gare Central completamente interdetta al traffico e presidiata dalle forze di polizia. Non risultano feriti, e testimoni hanno dichiarato che l’attentatore avrebbe agito al grido di “Allahu Akbar”. Gli artificieri hanno fatto brillare la cintura esplosiva, e le forze di sicurezza hanno trovato anche un’altra bomba con chiodi.

    Torna quindi l’incubo terrorismo a Bruxelles, dove il 22 marzo 2016 furono attaccati l’aeroporto e la metropolitana, in una strage che causò 31 morti e il ferimento di centinaia di persone. L’assalto alla capitale belga era arrivato dopo tre giorni dall’arresto di Salah Abdeslam, ricercato numero uno per gli attentati di Parigi del 13 novembre.

    Fallito attentato con esplosivi

    Le autorità hanno precisato che si è trattato di un fallito attentato con l’uso di esplosivo. La situazione sarebbe ora sotto controllo, ma le forze di sicurezza stanno effettuando una serie di controlli per scongiurare il pericolo che possano esserci altri soggetti potenzialmente pericolosi, oltre all’attentatore neutralizzato e ucciso. L’uomo, oltre alla cintura esplosiva avrebbe avuto con sé anche un ordigno con chiodi. Non è chiaro se potesse trattarsi di un attacco kamikaze.

    Il presunto terrorista è rimasto a terra all’interno della stazione mentre gli artificieri hanno lavorato per avvicinare il corpo e disinnescare la cintura esplosiva, poi fatta brillare. Operazioni di ricerca di eventuali cariche inesplose in tutta l’area. Il caso risulterebbe chiuso e non ci sarebbe il rischio di attentato imminente, in quanto l’allerta terrorismo è rimasta al livello 3 su una scala di 4.

    Bruxelles simbolo della fragilità dell’Europa

    La capitale belga, sede del Parlamento europeo, è diventata in questi ultimi mesi il sintomo di un sistema nervoso vicino al crollo: si tratta del cuore pulsante d’Europa, centro nevralgico in cui convergono i poteri e le aspettative degli Stati membri. Per il forte portato evocativo insito nella città, ogni attacco che si ripete assume una forza sempre più potente nell’immaginario collettivo. Attentare alla sicurezza di Bruxelles significa portare dentro la culla dell’Unione europea il terrore e l’insicurezza, la paura di non avere strumenti utili a controbilanciare un fenomeno talmente decentrato e imprevedibile, quale quello del terrorismo islamico. E dopo il recente duplice attentato di Londra, la sensazione è di trovarsi di fronte a qualcosa di endemico e parte di un drammatico effetto domino difficile da arrestare.

    L’identità dell’attentatore

    Il ministro degli Interni belga, Jean Jambon, ha riferito alla radio La Première che “il peggio è stato evitato” in quanto è stato rinvenuto un secondo ordigno con chiodi, rimasto inesploso. Secondo le parole del ministro, l’identità dell’attentatore sarebbe chiara, e nel corso della notte di martedì sono state effettuate perquisizioni mirate proprio in virtù di questa certezza. Le generalità del potenziale kamikaze non sono state rese note per non compromettere le delicate fasi di indagine.