Bocciatura annullata dal Tar: “Il padre non sapeva dei brutti voti”

Lo hanno stabilito i giudici di Trieste, secondo cui la scuola sarebbe responsabile di una condotta omissiva nella tempestiva comunicazione dei pessimi risultati scolastici, e dei quali il padre non era stato opportunamente informato. La decisione motivata da una mancata tutela della 'bigenitorialità'.

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    Bocciatura annullata dal Tar: “Il padre non sapeva dei brutti voti”

    Il Tar annulla la bocciatura perchè il padre dello studente non sapeva dei brutti voti: è successo a Trieste, dove il tribunale ha accolto il ricorso di un papà che aveva dichiarato di non essere al corrente dell’andamento scolastico del figlio. Una decisione che va anche a tutela del genitore, che aveva avuto l’affidamento congiunto del ragazzo ma era stato escluso dalle comunicazioni della scuola.

    Bocciatura annullata: il Tar accoglie il ricorso del papà

    Un figlio come tanti, con le fragilità e le effervescenze proprie di un’adolescenza ormai alle porte e quella separazione tra i genitori che lo vede spostato da una scuola all’altra, tra Gorizia e Trieste. La rendita scolastica ne risente facilmente, con una prima bocciatura in prima media, poi una in seconda.

    A dichiarare quest’ultima, però, inammissibile, stavolta non è un genitore infuriato ma un tribunale, il Tar del Friuli Venezia Giulia, che accoglie il ricorso del papà che lamenta di essere stato escluso dalle comunicazioni mandate dalla scuola. Messo da parte nonostante l’affidamento sia congiunto: “Non mi hanno informato della progressiva mancanza di impegno e applicazione”, lamenta l’uomo.

    I giudici del Tar: “Violata la tutela della bigenitorialità”

    In accoglimento alla sua contestazione, i giudici annullano la bocciatura: “La scuola ha violato le precise indicazioni contenute nella circolare ministeriale 5336/2015, volta a tutelare la bigenitorialità in ambito scolastico“.

    La violazione ravvisata in aula si è configurata nel comportamento della scuola del ragazzo, che aveva omesso di informare anche il padre, nonostante a conoscenza dell’affidamento congiunto.

    La diffida a spostare l’allievo in terza media

    Per tutta risposta, le autorità scolastiche hanno ricevuto una diffida per lo spostamento del giovane in terza media.

    Sosterrà l’esame in un altro Istituto, dopo la promozione “forzata” che si innesta in un generale approccio didattico ritenuto dai professori stessi “difficile”: “Nonostante gli interventi degli insegnanti, mirati a recuperare la delicata situazione dello studente, egli non si è dimostrato disponibile”, sostengono i docenti, ritenendo il giovane artefice del proprio destino anche per colpa di un’importante mole di assenze.

    Impedito l’intervento tempestivo del padre

    Secondo quanto disposto dal Tar “il comportamento omissivo della scuola ha impedito al padre del ragazzo di adottare una serie di rimedi” evidentemente reputati utili al miglioramento della rendita scolastica del giovane. Il precedente che motiva la decisione dei giudici, tra le altre cose, è ravvisabile nella promozione pregressa, raggiunta grazie all’intervento di sostegno del papà.