Blue Whale game, scampata la tragedia in Emilia-Romagna: ragazzina salvata dalle amiche

A finire nell'assurda trappola del terribile gioco online è stata una ragazzina che aveva persino annunciato il suo intento suicida. Le amiche l'hanno salvata, allertando scuola e famiglia. Il gioco della 'Balena blu', inventato dallo studente russo Philipp Budeikin, è l'imputato numero uno di tantissimi casi di suicidio tra gli adolescenti.

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    Blue Whale game, scampata la tragedia in Emilia-Romagna: ragazzina salvata dalle amiche

    LaPresse

    In un piccolo paese dell’Emilia-Romagna una ragazzina è finita nella trappola del Blue Whale: a salvarla sono state le amiche, che hanno tempestivamente colto alcuni sintomi di disagio manifestati dalla compagna. Il loro intervento si è rivelato provvidenziale: sembra, infatti, che la giovane stesse per ultimare il terribile gioco online con un suicidio che pare avesse persino annunciato. 50 prove di autolesionismo, orrori e alienazione in 50 giorni, obbiettivo il suicidio finale. Così è finita nella rete psicotica del Blue Whale Challenge anche la ragazzina, e con buona probabilità avrebbe portato a termine le sfide con l’assurdo sacrificio finale. Non sono mancate polemiche sulla veridicità della sua esistenza, così come un grande allarmismo su quello che sembra essere uno dei più diabolici e perversi meccanismi di manipolazione mentale. A inventarlo, Philipp Budeikin, studente russo ora in carcere proprio per la “Balena blu”.

    Blue Whale Challenge: fenomeno molto più serio di quanto si potesse immaginare

    Nonostante si siano sollevate polemiche intorno a presunti falsi allarmismi, tanto da ipotizzare che Blue Whale fosse una vera e propria bufala, sembra che il fenomeno della “Balena blu” (questa la traduzione letterale del nome dell’orribile “gioco” online) si stia diffondendo a macchia d’olio in tanti Paesi nel mondo. E il dato sconcertante è che in Italia potrebbe coinvolgere molti più utenti di quanto si possa immaginare, soprattutto tra i più giovani internauti.

    Su questo rischioso effetto domino, anche psicologi e pedagogisti invitano le famiglie a tenere costantemente monitorate le attività dei propri ragazzi in Rete. Blue Whale istiga veramente al suicidio? La domanda non ha ancora una risposta univoca, ma parlare di pericolo è quantomeno utile a tenere alta la guardia. Anche Telefono Azzurro ha affrontato il problema, diffondendo preziosi consigli su come capire il fenomeno e intercettare i segnali di malessere dei giovanissimi.

    Blue Whale: la piccola avrebbe annunciato il suicidio

    L’emergenza Blue Whale in Italia non sembra, quindi, così remota. Il caso che ha visto coinvolta la ragazzina in Emilia-Romagna fa molto riflettere e, se anche dovesse trattarsi di una semplice ricerca di attenzioni che non sarebbe sfociata in un suicidio, tanto basta per lanciare l’allarme sul fenomeno degli adolescenti vittime del web. Le amiche della giovane si sono accorte che qualcosa non andava, e hanno deciso di chiedere aiuto agli insegnanti. La scuola ha informato i genitori della piccola, scongiurando il peggio. La ragazzina, secondo alcuni conoscenti, sarebbe arrivata verso la fine del crudele percorso del Blue Whale, fatto di regole e prove agghiaccianti che si concludono con una sola missione finale: uccidersi. Ha fissato la data del suicidio, disegno da completare al termine delle sfide del macabro gioco, e condividendo quel progetto di morte ha permesso a chi le stava intorno di salvarla.

    I genitori non si erano accorti di nulla

    I genitori della giovane non si erano accorti di nulla, non avevano intravisto il minimo accenno della tragedia che avrebbe potuto compiersi. Incredulità e paura, nell’apprendere che la loro figlia forse aveva intrapreso il percorso di sfide verso il suicidio. Sarebbero ignoti “curatori” del gioco a spiegare come giocare a Blue Whale, a insegnare come morire. E oltre ad essere un dramma personale, si tratta di un dramma sociale che sta investendo in maniera trasversale molte nazioni, costrette a correre ai ripari con approfondimenti su un tema che risulta ancora avvolto nel buio. Certo, non ci si può basare su una certezza analitica fatta di numeri e grafici, ma sicuramente è il momento di fare molta attenzione e non sottovalutare i rischi, derubricando superficialmente il fenomeno.