Blue Whale e autolesionismo: i consigli dello psicologo del Telefono Azzurro

Il Blue Whale Challenge, l’allarmante fenomeno social che indurrebbe gli adolescenti a compiere atti autolesionistici per culminare con il suicidio, ha indotto Telefono Azzurro a stilare un decalogo per quelle giovani vittime adescate dal gioco della morte. L’Associazione a tutela dei diritti dell’infanzia denuncia una preoccupante crescita di episodi di autolesionismo.

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    Blue Whale e autolesionismo: i consigli dello psicologo del Telefono Azzurro

    Non si placa l’allarme suscitato dal gioco della morte Blue Whale, presunto responsabile di molti suicidi tra adolescenti. Che esista o meno, il game della Balena Blu ha aperto uno scenario inquietante e che purtroppo si basa su dati certi: quelli relativi alle pratiche di autolesionismo. Anche se non risultano in Italia casi accertati che siano riconducibili al Blue Whale game, Telefono Azzurro ha stilato un decalogo su come affrontare questo fenomeno e cosa fare in caso si pensi al suicidio.

    I dati di Telefono Azzurro ci restituiscono infatti uno scenario preoccupante, a partire dai tanti genitori che hanno contattato le Linee d’Ascolto perché seriamente tormentati dalle sfide estreme e folli regole del game suicide che hanno come finalità la morte dei ragazzi. Secondo quanto venuto fuori, questo macabro gioco, partito dalla Russia, infatti adescherebbe sul web i giovanissimi, inducendoli a realizzare prove perverse, un escalation di atti autolesionistici per culminare poi nel suicidio gettandosi da un palazzo. Il tutto documentato attraverso un video o app di live streaming come Periscope o Facebook Live.

    Telefono Azzurro: in crescita i casi di autolesionismo tra giovani

    Secondo Telefono Azzurro non bisogna cadere nell’allarmismo, anche se ci sono una serie di casi da non sottovalutare che riguardano la salute mentale dei bambini e dei ragazzi. Sono purtroppo sempre più frequenti fenomeni quali l’autolesionismo, pensieri suicidari e tentativi di suicidio: solo nel primo quadrimestre l’Associazione ha gestito 59 casi di atti autolesivi, 43 di ideazione suicidaria e 9 di tentativo di suicidio.

    Quanto sta accadendo, sia che la Blue Whale sia una bufala o meno, il problema tra i giovani esiste quindi e non è da sottovalutare. Nella Blue Whale Challenge ci sarebbero infatti una serie di prove che il giovane è chiamato ad affrontare inerenti l’autolesionismo, come il provocarsi ferite, bruciature, tagli, privarsi del sonno. Fino allo step finale che riguarda togliersi la vita. In Italia si punta sulla prevenzione ed è per questo che Telefono Azzurro, prossimo a compiere il 30esimo anniversario di nascita, ha deciso di divulgare una serie di consigli per prevenire adesioni alla sfida ed episodi di auto danneggiamento preliminari all’atto estremo del suicidio. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro Onlus nonché Professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia, ammette che i casi di autolesionismo in Italia non sono solo in aumento ma trovano anche terreno fertile a causa di una maggiore esposizione online.

    L’autolesionismo è globalmente la seconda causa di morte per le ragazze adolescenti di età maggiore. Detiene invece il triste primato in Europa e nel Sud-Est asiatico.

    TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUL BLUE WHALE: SFIDE E REGOLE

    Caffo racconta di una ragazza che ha chattato con Telefono Azzurro scrivendo di essere ispirata ad iniziare la sfida. Anche alcuni media hanno riportato la notizia di una giovane di Pescara che aveva iniziato il gioco suicidio, al quale per fortuna ha mancato l’atto finale. Per la psichiatra Donatella Marazziti del Comitato Scientifico della Fondazione sulle Neuroscienze Brf, almeno duemila ragazzi italiani, tra i 16 e i 18 anni, sarebbero stati coinvolti online da giochi della morte.

    Autolesionismo e suicidio: i consigli di Telefono Azzurro

    Telefono Azzurro, da 30 anni in prima linea nella difesa dei diritti dell’infanzia, offre ogni giorno, 24 ore su 24, supporto psicologico e intervento immediato attraverso attività sul campo e alle linee di ascolto 114 e 19696. Ha deciso di divulgare una serie di consigli, redatta con l’aiuto di psicologi e psichiatri infantili che operano nell’Associazione. Un decalogo utile per quei giovani che stanno pensando al suicidio, nonché una guida utile anche per i genitori per scoprire se il proprio figlio stia giocando al Blue Whale.

    1. Contrapponi il fare al pensare: esci, fai qualcosa di semplice, ma rilassante che pensi ti possa far stare meglio. Questo non significa ignorare ciò che ti mette in difficoltà: è importante farlo, ma nel momento più adeguato e con il sostegno di professionisti che ti possano supportare in questo.

    2. Tieni presente che quando ci si sente in estrema difficoltà la percezione delle cose è alterata e si ha la sensazione di non avere vie d’uscita. Ricorda però che si tratta spesso di momenti transitori.

    3. Cerca di non stare solo: solitudine ed isolamento rischiano di peggiorare la situazione.

    4. Prova a pensare ad una situazione di difficoltà che sei riuscito a superare in passato. Cosa ti è stato d’aiuto? Quali risorse hai messo in campo? Quali oggetti, comportamenti, idee o persone ti hanno aiutato?

    5. Prova ad immaginare un ragazzo nella tua stessa situazione: cosa gli diresti per aiutarlo?

    6. Se sai che qualcosa ti fa stare male e pensi di essere in un momento di particolare vulnerabilità, cerca di evitare. Ad esempio, se un luogo ti evoca particolari ricordi negativi, non andarci e, se devi farlo, non andarci da solo.

    7. Chiedere aiuto non è un atto di debolezza: è, invece, un modo molto coraggioso di iniziare un percorso per stare meglio.

    8. Informa una persona di tua fiducia di come ti senti: condividere significa anche “dividere con”. Parlare con qualcuno ti aiuterà a costruire più soluzioni proprio quando ti sembra che non ce ne siano. La persona che avrai scelto sarà felice di poterti ascoltare, non vergognarti di raccontare come ti senti, stai facendo un passo molto importante.

    9. Se sai che un amico o una persona che conosci si auto-lesiona o sta pensando al suicidio, offrigli il tuo sostegno ed il tuo ascolto, ma non assumerti da solo questa responsabilità. Informalo, ad esempio, della possibilità di rivolgersi a Telefono Azzurro, chiamando il numero sempre attivo 1.96.96 oppure attraverso la chat (attiva tutti i giorni dalle 08.00 alle 22.00 – il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 20:00).

    10. Se non dovesse accettare o se tu non fossi sicuro che chiederà un aiuto, prova a contattare tu Telefono Azzurro. Cercheremo insieme una soluzione. Oppure, informa un tuo adulto di riferimento di questa situazione.

    In tutto ciò risulta fondamentale la presenza di un genitore, che deve sempre monitorare l’attività online del proprio figlio. E’ molto facile per i ragazzi cadere vittime di un gioco perverso, delle tante trappole che tende il web a bambini ed adolescenti. Ogni minimo segnale di disagio e cambiamento può essere la spia che qualcosa non va.

    Dolcetto o scherzetto?