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Blog Pro Anoressia: l’assurdità della malattia che viaggia in rete

Blog Pro Anoressia: l’assurdità della malattia che viaggia in rete
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    Blog Pro Anoressia: l’assurdità della malattia che viaggia in rete

    Forse non ci stupiamo più di tutta l’assurdità che viaggia in rete e del potere che abbia sulle persone il web anche quando inneggia a cattive abitudini, a fare del male o peggio ancora a diventare malate. Noi di Pourfemme abbiamo trattato più volte la deriva dei social e della pericolosa cassa di risonanza che è internet, ma ci meravigliamo ancora una volta. Forse non tutti sanno che da anni ci sono siti, blog e forum che inneggiano all’anoressia, elevandola a stile di vita. I Blog Pro Anoressia, chiamati in gergo pro-ana, fanno questo. Un disturbo alimentare molto grave che può portare anche alla morte viene innalzato a modello, facendo ahimè tantissime seguaci. La rete è piena e per tanti che vengono oscurati, ne nascono altrettanti di nuovi.

    I membri sono ragazze, generalmente sotto i 30 anni, o anoressiche o “aspiranti anoressiche” che cercano attraverso i forum di diventare sempre più scheletriche. Condividono esperienze e consigli. Non sono più persone, sono semplicemente “Ana” mentre le persone che soffrono di bulimia sono le “Mia“. Esistono in vari paesi e in varie lingue, ma sono tutti uguali, con le stesse “filosofie e regole”.

    Innanzitutto per accedervi bisogna ovviamente condividerne la filosofia: è detto esplicitamente in molti di questi che “se sei venuto per criticare sei pregato di abbandonare la pagina”. Questo, secondo le amministratrici dei forum, le scagiona anche dall’accusa di indurre alla malattia.
    Più o meno si viaggia su regole di questo tipo: si possono mangiare al massimo 800 calorie al giorno, non si può mangiare dopo le 17:00 e ogni caloria ingerita deve essere consumata tramite esercizio fisico. Con tanto di controllo: spesso è richiesto di inviare foto con la bilancia per vedere se si sta portando a compimento lo scopo.
    In uno dei tanti Blog che poi vengono bannati, per poi rinascere di nuovo, gestiti da aspiranti ana, quello che si legge è impressionante. Una ragazza esplicita il suo desiderio di dimagrire, tra assurdità e delirio di onnipotenza:

    “Mi sono appena pesata, colazione pranzo da porca e maglietta e jeans: 60 kg. Ve ne rendete conto?!
    Quel numero orribile non deve più comparire sullo schermino della bilancia, non più.
    Una pro-ana è quello che sto iniziando ad essere, quello che VOGLIO essere, quello che SARÒ. Voglio vedere le vertebre spuntarmi dalla schiena, voglio vedere le ossa del bacino, le costole, non quei rotolini, tutta quella ciccia, che straborda. non voglio.
    voglio essere quello che non sono mai stata. voglio essere considerata un fuscellino, un peso “piuma”, voglio essere presa in braccio da un ragazzo senza problemi.Le conseguenze non mi importano, non sono niente in confronto ai commenti dei miei coetanei, non voglio più vedere quello sguardo disgustato sul viso delle mie compagne a ginnastica, voglio ammirazione”.

    Tra l’altro il nickname della ragazza la dice lunga: piccola ragazzina sperduta.
    C’è chi fa il paragone agghiacciante tra il proprio corpo e un albero spoglio: come questo mostra i rami senza foglie, così il corpo perfetto dovrebbe mostrare solo le ossa.

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    Per capire cosa spinga ragazze giovanissime nella spirale di questi siti e blog, oltre al delirio della malattia è bene tener conto delle sorta di fratellanza che si instaura tra queste persone. Una ragazza che ha frequentato questi blog ammette infatti che dalle ana si sentiva completamente compresa. La persona in questione soffriva per problemi familiari ed economici e in quel mondo trovava il suo rifugio.
    Con problemi personali alle spalle o no, migliaia di ragazze frequentano, commentano e seguono questi blog. Essere pelle e ossa per loro è una ragione di vita, è un culto da praticare e condividere. La maggior parte soffre o ha sofferto di depressione, anche se fanno vanto della loro malattia: alcuni profili social di ragazze visibilmente malate raggiungono migliaia di follower.

    Molte di loro scrivono di odiare il proprio corpo, di vedersi obese, di assomigliare a maiali addirittura.

    La perdita di peso rappresenta per gran parte di queste ragazze un riscatto, una maniera pericolosa di vendicarsi della società o della famiglia da cui si sono sentite magari un po’ snobbate, come una disperata richiesta di considerazione. Al contrario, quando la bilancia non segna i risultati sperati, la vivono come fallimento, si auto-offendono.

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    In molti Blog sono elencate, quasi come fosse un regolamento sacro, i consigli da seguire. Vanno dal come resistere agli attacchi di fame, cosa bere e all’alternativa per resistere a mangiare. Ecco alcuni esempi:
    - Appena ti svegli la mattina non mangiare.
    - Quando hai dolori allo stomaco accovacciati e passeranno.
    - Bevi tantissima acqua. Anche se ti stai per sentire male, aspetta cinque minuti e poi ricomincia a bere.
    – Se ti obbligano a mangiare hai due possibilità: -Mastichi ogni boccone a lungo. Fallo diventare una poltiglia e poi bevi tra un boccone e l’altro. Ti sazierai più velocemente e perderai tempo. Oppure, senza farti vedere butti via il cibo.
    – Non fare assolutamente troppo esercizio fisico. E’ vero, fa dimagrire e rassoda, ma se esageri ti porterà alla fame e più andrai avanti e più ogni giorno ti aumenteranno i muscoli.

    Molte di loro chiedono di essere inserite nelle chat whatsapp per continuare a parlare di consigli, scambiarsi foto, diventano insomma delle amiche virtuali.

    L’anoressia e la bulimia non sono solo gravi disturbi alimentari, ma anche psichici. La persona affetta da tali disturbi ha un’immagine distorta del proprio corpo: nell’anoressia si vede grassa, e perciò rifiuta il cibo, fino a non nutrirsi più normalmente; nella bulimia assume quantità eccezionali di cibo in maniera compulsiva per poi auto-indursi al vomito.
    Sono entrambe malattie serie e siti, blog e chat come queste possono essere fatali. Tra l’altro sono doppiamente pericolosi perché combinano il desiderio ossessivo e insano di avere un corpo scheletrico a quello, tipicamente adolescenziale, di sentirsi parte di qualcosa. Instaurano pseudo amicizie, dei surrogati, in un’età dove dovrebbe essere facile farsele nel mondo reale. Trovano e danno conforto ad amiche virtuali. Sono rapporti che tagliano fuori tutto il resto e che perpetuano e esaltano l’assurdità della malattia.

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