Birmania, Aung San Suu Kyi entra nel nuovo Governo [FOTO]

Birmania, Aung San Suu Kyi entra nel nuovo Governo [FOTO]
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    Aung San Suu Kyi entra a far parte del nuovo Governo della Birmania. Il nome della Premio Nobel per la pace figura nella lista dei 18 ministri che il nuovo presidente Htin Kyan ha presentato al Parlamento. E’ l’unica donna presente nell’elenco. Secondo i media birmani, Aung San Suu Kyi sarà la nuova ministra degli Esteri e potrebbe assumere anche un altro dicastero. Alcuni osservatori e analisti politici hanno invece dichiarato che la Premio Nobel per la pace potrebbe preferire un dicastero meno impegnativo per dedicarsi ai suoi ruoli di parlamentare e leader del suo partito.

    Alle elezioni in Birmania 2015, il partito di Aung San Suu Kyi aveva ottenuto la maggioranza assoluta degli scranni sia nella Camera alta sia in quella bassa del Parlamento. I risultati ufficiali e definitivi delle elezioni di novembre 2015 avevano così premiato l’opposizione guidata dalla Premio Nobel per la Pace. Una vittoria storica, schiacciante, importantissima e significativa per la Lega Nazionale della Democrazia (Nld) che aveva infatti superato la soglia di 329 seggi, ottenendone ben 19 in più, 348 in tutto.

    Un’eclatante e meravigliosa rivincita per la pasionaria dopo il vergognoso “scippo” del 1990 quando il partito di Suu Kyi vinse le elezioni, ma la giunta dei militari rigettò il voto popolare e restò al potere. Le prime vere elezioni democratiche e generali della Birmania agli inizi di novembre 2015 avevano registrato un’affluenza alle urne da record: l’80%! Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon si erano congratulati con Suu Kyi.

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    Subito dopo i primi risultati elettorali estremamente positivi, ma non definitivi Aung San Suu Kyi aveva dichiarato alla BBC che i tempi sono cambiati: “Trovo che la gente adesso sia molto più politicizzata non solo rispetto al 1990, ma molto più politicizzata rispetto al 2012, quando abbiamo fatto la campagna elettorale per le elezioni suppletive.

    I risultati continuano ad arrivare e noi probabilmente prenderemo circa il 75% nella legislatura”.

    Il presidente dell’Usdp, il partito dei militari, aveva ammesso la sconfitta e aveva accettato il risultato delle elezioni. Htay Oo, stretto alleato del presidente Thein Sein, aveva dichiarato: “Abbiamo perso, dobbiamo capire le ragioni per cui abbiamo perso. In ogni caso accettiamo il risultato senza alcuna riserva”. Una vittoria schiacciante e inaspettata nei numeri che non è però riuscita a ripristinare le basi della democrazia nel Paese poiché le leggi, i regolamenti e le norme a partire dalla Carta costituzionale garantiscono all’esercito dei militari un parziale mantenimento dello status quo e hanno vietato ad Aung San Suu Kyi di diventare presidente poiché si è sposata con un cittadino non birmano e i suoi figli non sono nati in Birmania.

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    L’attivista dei diritti umani e Premio Nobel per la pace è ben consapevole che dovrà trattare con l’Usdp e con le minoranze etniche per cambiare la Costituzione e dare una svolta democratica al Paese che è profondamente lacerato e afflitto da conflitti per motivi etnici e religiosi, violazioni di diritti umani e gravi diseguaglianze socio-economiche.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàDonne in CarrieraPolitica Ultimo aggiornamento: Sabato 25/06/2016 07:39
     
     
     
     
     
     
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