Natale 2016

Bimbo Down testimonial di moda infantile per una catena di abbigliamento USA

Bimbo Down testimonial di moda infantile per una catena di abbigliamento USA
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    Bimbo down testimonial

    Non te ne accorgi subito, ma poi guardi meglio, e vedi che il bimbo è Down. Quel bellissimo pupattolo biondo di sei anni, che funge da modello e testimonial di moda bimbi per la nota (negli USA) catena di distribuzione di abbigliamento Target, è proprio portatore della sindrome di Down, non vi sono dubbi. E’ la prima volta che l’handicap entra apertamente nel mondo della pubblicità di moda, specialmente considerando che proprio l’abbigliamento per l’infanzia seleziona i suoi piccoli testimonial in modo che risultino quanto più vicini possibile all’ideale di incantevole, quasi fiabesca perfezione da cartolina che tanto ci intenerisce.

    Nelle sfilate e nei cataloghi vediamo bambini bellissimi, di varie nazionalità (ricordate le celeberrime campagne Benetton multi-color degli anni Ottanta e Novanta?), ma fin ora nessuno aveva osato tanto. La scelta di questo colosso della distribuzione USA è stata consapevole, ma non enfatizzata, il che ha creato unanime consenso anche nel mondo del web, solitamente molto critico verso iniziative che abbiano anche solo un vago sentore di furbizia demagogica.

    Il piccolo modello si chiama Ryan, e ormai è diventato una celebrità, anche perché il catalogo Target, dove posa insieme agli altri bimbi, indossando una maglietta arancione e un paio di pantaloni scuri, arriva davvero in tutte le case degli americani e, come sottolinea sul suo blog un padre di un bambino Down: “Non è un catalogo di abbigliamento speciale per gente speciale”. Il che equivale a dire: Ryan sarà pure Down, ma la verità è che è un bambino proprio come gli altri, quindi smettiamola di fare distinguo che non servono a nulla.

    Una bella iniziativa che ci aiuta a diventare più consapevoli di quanto le cosiddette “diversità” siano più nella nostra mente che nella realtà dei fatti. Con questo non voglio sminuire l’importanza di accettare l’handicap guardandolo in faccia, come si suol dire, ovvero essendo perfettamente consapevoli dei problemi e delle limitazioni che può comportare, che siano di natura fisica o mentale.


    Ma l’handicap fa parte della vita, è nella natura delle cose, che non sono mai perfette, ma proprio queste imperfezioni, di qualunque tipo siano, ci caratterizzano come esseri umani. In questo senso, accolgo anche io con positività la comparsa di Ryan su un catalogo di moda, è un buon segnale, proprio come lo era stato l’introduzione del pupazzo “povero” nel magico mondo dei Muppets. Inclusione è la parolina magica del 2012, ricordiamocela!

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