Bimba di 4 anni uccisa dalla malaria: stesso parassita dei pazienti di Trento

La bambina trentina morta all'ospedale di Brescia per malaria non era stata in un Paese a rischio: il parassita che l'ha infettata è lo stesso contratto da altri due bimbi ricoverati a Trento. La magistratura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti. Il primario di malattie infettive al Santa Chiara di Trento ha definito il caso un unicum negli ultimi 30 anni.

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    Bimba di 4 anni uccisa dalla malaria: stesso parassita dei pazienti di Trento

    La bimba di 4 anni morta per malaria a Trento avrebbe contratto lo stesso parassita dei bimbi ricoverati in pediatria, di ritorno dal Burkina Faso e guariti completamente. La piccola non è mai andata in aree malariche, e la magistratura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Il primario del reparto malattie infettive dell’ospedale Santa Chiara di Trento, per primo intervenuto sulla minore prima del trasferimento a Brescia, ha dichiarato che si tratta del primo caso in 30 anni della sua carriera.

    Malaria, arriva la conferma: stesso parassita dei bimbi ricoverati a Trento

    Il parassita della malaria che ha ucciso Sofia è lo stesso contratto da due bambini di ritorno dal Burkina Faso, ricoverati in pediatria a Trento quando la piccola aveva subito un altro ricovero, dopo Ferragosto. Lo ha confermato la direttrice dell’unità operativa di pediatria del nosocomio, Nunzia Di Palma. Al vaglio degli inquirenti, dopo l’apertura di un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, sono ora le modalità di trasmissione della malattia.

    Uccisa dalla malaria ma non è mai andata in aree a rischio

    Il primario di malattie infettive al Santa Chiara di Trento, Claudio Paternoster, ha parlato di “primo caso” in 30 anni della sua carriera: si tratta della prima volta, secondo il suo racconto, che si trova di fronte a un paziente colpito da malaria “autoctona” in Trentino. Ad accendere i riflettori sulla vicenda legata alla morte della bimba di 4 anni a Brescia, non solo è il fatto che la piccola non sia mai andata in aree a rischio, ma anche l’evidenza che nemmeno i suoi genitori, o altri familiari, si siano mai recati in Paesi malarici.

    Il reparto pediatrico in cui la piccola è deceduta subirà un intervento di disinfestazione, ma le carte finite sul tavolo della magistratura potrebbero aprire ulteriori scenari a sfondo del dramma. Si indaga per omicidio colposo. Al momento nessun nome nel registro delle notizie di reato.

    Il fuoco delle indagini si era subito concentrato sul pregresso ricovero della minore nel reparto pediatria del Santa Chiara di Trento, avvenuto poco dopo Ferragosto: arrivata quindi la conferma che lega la diagnosi relativa al caso di malaria dei due bambini africani (ora guariti) al caso della piccola Sofia.

    Bimba uccisa da malaria: febbre alta, poi il coma

    La bambina è morta nella notte tra domenica e lunedì a Brescia, dopo un trasferimento d’urgenza dall’ospedale Santa Chiara di Trento, dove era arrivata in condizioni critiche nella giornata di sabato. Febbre alta, fino a 40 gradi, poi il quadro clinico è precipato repentinamente. La bambina è entrata in coma, ma nonostante una diagnosi tempestiva e l’immediata somministrazione delle terapie contro la malaria, nemmeno il trasferimento a Brescia ha scongiurato il peggio.

    In Italia non sono presenti specie di zanzare responsabili della trasmissione della malattia ma, in casi di origine incerta come questo, le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità consigliano di effettuare comunque una disinfestazione.

    Malaria cerebrale: la forma più aggressiva potenzialmente letale

    La bambina è stata colpita da malaria cerebrale, la forma più severa della malattia e potenzialmente letale. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. Nei casi più gravi, il decesso può subentrare entro 24 ore.