Attentato Barcellona, chi sono le vittime: ci sono anche tre italiani

Sono 14 le vittime dell’attentato terroristico di Barcellona. Tra queste, confermata la morte degli italiani Bruno Gulotta, 35enne di Legnano che era nella capitale catalana in vacanza con la moglie e i due bambini, Luca Russo, 25 anni, di Bassano del Grappa e di Carmen Lopardo, residente in Argentina. 18 le nazionalità coinvolte nella strage e un bambino spagnolo di 3 anni è la vittima più giovane della strage nella Rambla. Tra i 130 feriti, anche altri italiani.

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    Attentato Barcellona, chi sono le vittime: ci sono anche tre italiani

    Il bilancio dell’attentato terroristico avvenuto il 17 agosto sulla Rambla di Barcellona è di 14 morti e 130 feriti, di cui 16 gravi. Tra le vittime, anche tre italiani, tre tedeschi, un belga e un bambino spagnolo di soli 3 anni. All’indomani della strage si fa la triste conta delle vittime, mentre nella notte successiva c’è stato un nuovo attacco a Cambrils a 120 chilometri a sud di Barcellona, nella provincia di Tarragona, dove sono stati uccisi 5 terroristi.

    Chi sono le vittime italiane dell’attentato di Barcellona

    bruno gulotta

    Sarebbero 18 le nazionalità coinvolte nella strage. Tra le 14 vittime ci sarebbero tre tedeschi, un belga ed è confermata la morte dell’italiano Bruno Gulotta, 35 anni, residente a Legnano, in Lombardia, che era in vacanza nella città catalana con la moglie e i figli. L’uomo è morto sul colpo, investito dal furgone killer, mentre passeggiava nella Rambla. Era insieme alla moglie Martina e i suoi due figli, un bambino di sei anni e una bambina di sette mesi, testimoni impotenti della tragedia che ha non ha lasciato scampo al suo caro.

    La ditta informatica dove lavorava Bruno, la Tom’s Hardware, ha pubblicato un commosso ricordo stamattina sul proprio sito web.

    “Il collega e amico Bruno Gulotta è stato travolto e ucciso da un infame terrorista nel cuore di Barcellona. Era lì in ferie, insieme con la sua compagna e con i due figli. Aveva postato su Facebook le tappe del suo percorso e tutto sembrava procedere come uno si aspetterebbe da un viaggio di vacanza. Una foto da Cannes, una dalle Ramblas di Barcellona. E poi quello che nessuno si aspetta: la morte di un giovane uomo, padre e compagno di vita della madre dei suoi figli” scrive il country manager dell’azienda Roberto Buonanno.

    E ancora viene ricordato come “una colonna portante” nel posto di lavoro dove “chiunque entrava in contatto con lui, che si trattasse di clienti, fornitori o star del web, restava colpito dalla sua gentilezza e dalla sua professionalità”. Infine il suo pensiero si rivolge alla compagna di Bruno, “la giovane mamma che si troverà davanti prove che nessuno dovrebbe mai sostenere”, al piccolo Alessandro, “che si prepara a iniziare le scuole elementari con la consapevolezza che la vita sua e della famiglia non sarà più la stessa”, e alla piccolissima Aria, “che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà”.

    Barcellona: Luca Russo la seconda vittima italiana

    Morto anche il 25enne Luca Russo, residente a Bassano del Grappa. Il ragazzo, la seconda vittima italiana confermata dalla Farnesina, si trovava in vacanza nel capoluogo catalano insieme alla fidanzata, Marta, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. Ancora la ragazza è all’oscuro della morte del suo ragazzo. Russo era originario di Marostica, si era laureato in Ingegneria all’università di Padova, città nella quale lavorava.

    Secondo quanto emerso, era anche un volontario della Croce Verde nella sua città. La conferma della morte dei due italiani è arrivata intorno alle 13.30 di ieri, quando il capo dell’Unità di crisi della Farnesina ha dichiarato di aver attivato i canali di contatto con le famiglie.

    L’ultima vittima italiana ad essere confermata è invece Carmela Lopardo e aveva 80 anni. Originaria della provincia di Potenza, era emigrata in Argentina da più di 60 anni. Il ministero degli Esteri argentino ha fatto sapere che “nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista”. La donna, conosciuta come Carmen, era nata il 16 luglio del 1937.

    La famiglia spagnola uccisa nella Rambla

    Tra i morti accertati ci sono anche Francisco López Rodríguez, 56 anni di Lanteira, vicino a Granada, il nipotino di 3 anni, Javi Martínez, la più piccola vittima dell’attentato, e sua mamma.

    Le tre vittime tedesche e una donna belga

    Non sono ancora state rese note le generalità, ma il ministro dell’Interno catalano, Joaquim Forn, ha confermato che tra le 14 vittime ci sono 3 cittadini tedeschi. Il premier belga invece ha confermato la morte della sua connazionale: i media locali l’hanno identificata come Elke V., 44 anni, una dipendente del servizio postale, che era a Barcellona in visita con il marito, militare, e i due figli di 11 e 14 anni.

    vittima belga attentato di Barcellona

    Non si esclude che tra le vittime siano coinvolte altre nazionalità, essendo la Rambla un luogo frequentato soprattutto da turisti. I paesi coinvolti sarebbero Francia, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Irlanda, Grecia, Ungheria, Romania, Macedonia, Algeria, Argentina, Venezuela, Perù, Cuba, Australia e Cina.

    Oltre 100 feriti

    I feriti sono tantissimi, un centinaio. All’ambasciata italiana in Spagna risulta che tre connazionali sono rimasti feriti nell’attentato a Barcellona: due sono stati dimessi, il terzo è in ospedale per fratture.

    Tra i feriti anche 26 francesi, 11 dei quali gravi. Ma ci sarebbero anche 8 australiani e colombiani. Sono stati per questo attivati sevizi di traduzione per facilitare la comprensione negli ospedali tra i pazienti e i dottori.

    Morto il bambino australiano di 7 anni: era stato dato per vivo più volte

    Un cittadino australiano di 7 anni, Julian Cadman, risultava disperso dopo l’attentato di Barcellona: lo avevano reso noto le autorità di Canberra e su Facebook il nonno del bimbo aveva lanciato un appello. Il piccolo è stato dato per vivo ma si è trattato di un errore: non era in un ospedale della città spagnola, come inizialmente aveva reso noto la polizia catalana. Julian è morto sul colpo a Barcellona, mentre era con la madre, rimasta ferita in modo grave.

    Finisce così la storia del piccolo che ha tenuto il mondo con in fiato sospeso, con l’opinione pubblica appesa all’idea che un “miracolo”, nonostante tutto quell’orrore, avesse strappato alla morte un bimbo innocente. Il padre di Julian, Andrew Cadman, è volato da Sidney a Barcellona. Una volta in Spagna, le autorità locali hanno accompagnato l’uomo all’identificazione del corpo del piccolo. In ospedale c’è ancora la moglie, per ora ancora ignara della morte di suo figlio.