Attentato a Londra, parla la madre del terrorista italo-marocchino Youssef Zaghba

Youssef Zaghba è l'italo-marocchino parte del commando di 3 attentatori che hanno seminato terrore e morte nel duplice attacco terroristico sul London Bridge e al Borough Market. La madre, Valeria Khadija Collina, intervistata da L'Espresso, ha parlato di suo figlio e del suo progressivo inabissamento nell'ideologia dello Stato Islamico.

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    Attentato a Londra, parla la madre del terrorista italo-marocchino Youssef Zaghba

    La madre di Youssef Zaghba, il terrorista italo-marocchino del duplice attentato di Londra, ha parlato in esclusiva a L’Espresso per raccontare di quel figlio perduto nel vortice dell’odio e dell’ideologia del sedicente Stato Islamico. Un dramma consumato nel cuore di una mamma che non si arrende a un destino di orrore e prevaricazione, e che ha dichiarato di comprendere appieno le ragioni per cui gli imam rifiutino di volerne celebrare le esequie. Valeria Khadija Collina è italiana e vive a Bologna, musulmana da 26 anni e pienamente consapevole delle gravi atrocità di cui si è macchiato suo figlio. Youssef Zaghba è morto insieme agli altri due attentatori di Londra, dopo una mattanza che ha causato 7 vittime e 48 feriti, tra cui alcuni gravissimi. Da qualche giorno, prima di quel tragico 3 giugno, la donna non aveva più notizie di lui.

    Youssef Zaghba, l’ultima telefonata alla madre

    Madre italiana e padre marocchino, doppio passaporto e doppia identità: questo il ritratto di Youssef Zaghba, uno dei 3 killer di Londra responsabili del duplice attacco terroristico del 3 giugno. Nel 2016 fu fermato a Bologna, in aeroporto, poco prima di imbarcarsi su un volo diretto a Istanbul. Ma nella capitale britannica il suo destino è diventato quello di tanti altri soldati di Daesh, fedeli all’Isis sino alla morte. La madre del 22enne non lo sentiva dal giovedì precedente alla strage, quando con una telefonata Youssef ha sottinteso il suo addio. Ovviamente intuito col senno di poi, come ha raccontato la donna, dato che il suo ragazzo non era solito chiamare ma preferiva affidarsi a qualche scambio di sms.

    La madre di Youssef Zaghba: “Dobbiamo combattere l’ideologia dello Stato Islamico”

    Valeria Khadija Collina lancia il suo messaggio forte contro le distorsioni religiose che hanno vestito l’Islam di indicibili orrori, perché, dice, occorre combattere con tutte le forze la rappresentazione del mondo che lo Stato Islamico vuole dare, macchiandosi di orrendi crimini contro l’umanità. “In che modo?”, le viene chiesto durante l’intervista a L’Espresso, ed ecco la sua risposta: “In ogni modo possibile, insegnando il vero islam alle persone, cercando di convincere le famiglie a riempire il vuoto che possono incontrare i loro figli. Dobbiamo combattere l’ideologia dello Stato Islamico con la conoscenza vera e io lo farò con tutte le mie forze”.

    Molti imam non vogliono celebrare il funerale

    La madre di Youssef dice anche di capire perfettamente i motivi che portano molti imam a rifiutare la celebrazione del suo funerale: “Io li capisco e condivido la loro scelta perché è necessario dare un forte segnale politico”, e aggiunge che il diniego serve come chiara condanna contro l’odio, un messaggio per le famiglie delle vittime dell’attentato di Londra e i non musulmani. Di suo figlio dice che a Londra “ha frequentato persone sbagliate”, nonostante tutti i tentativi di farlo desistere dall’idea sbagliata di Islam che aveva intravisto in Rete, senza realmente comprenderne il sottofondo di orrore e morte. “Quando i figli sbagliano, i genitori si danno sempre qualche colpa. Ma io ce l’ho messa tutta e penso che lui sia stato logorato all’interno”.

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