Attentato a Londra: l’assalitore è Adrian Russell Ajao, alias Khalid Masood

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    L’attentato di Londra ha ora una firma chiara: il killer si chiama Adrian Russell Ajao, alias Khalid Masood, nome acquisito dopo la conversione. L’uomo, originario del Kent, sarebbe una figura ritenuta “marginale” nel panorama dell’Islam radicale. L’assalitore ucciso, 52 anni, era già noto ai servizi segreti britannici. L’attacco a Westminster Bridge è avvenuto ad un anno esatto dagli attentati di Bruxelles. Cinque i morti, compreso l’attentatore. Tra loro anche il poliziotto accoltellato davanti al Parlamento.

    La premier Theresa May ha dichiarato che altri episodi simili potrebbero ripetersi. Nella notte di mercoledì 22 marzo, decine di poliziotti armati hanno compiuto perquisizioni a Birmingham e in altre zone, arrestando nove persone.

    L’identità dell’attentatore di Londra

    Cittadino britannico, classe 1964, alla nascita Adrian Russell Ajao si sarebbe convertito e radicalizzato in Gran Bretagna, cambiando nome in Khalid Masood. Considerato elemento “marginale” dell’estremismo violento, come riportato dalla stessa May, era un volto noto all’intelligence ma mai finito nel mirino dell’antiterrorismo nazionale in quanto colpevole di reati minori. Per alcuni anni avrebbe vissuto in West Midlands, per poi trasferirsi a Birmingham.

    La descrizione fornita da Sky News è quella di un uomo appassionato di culturismo, padre di 3 figli e insegnante di inglese. Arrestato due volte, nel 1983 e nel 2003, per possesso di armi e disturbo dell’ordine pubblico.

    Il folle attentato è dunque di chiara matrice islamista, con una pregressa fase di indottrinamento che Masood aveva probabilmente avviato seguendo la propaganda ISIS a distanza. Sale a 5 il bilancio dei morti, compreso il killer: in queste ore la stampa inglese ha reso noto il decesso in ospedale di un 75enne, rimasto ferito in seguito all’investimento sul Westminster Bridge.

    Khalid Masood è stato definito “Soldato dello Stato Islamico” nella rivendicazione ufficiale di ISIS diffusa da Amaq, principale angenzia di stampa del Califfato.

    Panico nel cuore di Londra, torna l’incubo ISIS

    Torna l’incubo ISIS, a un anno dagli attacchi di Bruxelles, con una strategia che rimanda ai richiami del Califfo: “Usate ogni arma, coltelli, veicoli sulla folla”.

    Il terrore è negli occhi della folla, durante i drammatici momenti dell’attacco al cuore di Londra: la seduta del Parlamento è stata sospesa, la premier britannica Theresa May è stata condotta in un luogo sicuro e ha immediatamente riunito il Comitato d’emergenza Cobra. Alcuni testimoni avrebbero riferito di un uomo tarchiato, vestito di nero, entrato nel cortile del Palazzo nuovo, sotto il Big Ben. Due agenti hanno tentato di fermarlo, dopo che a bordo di un suv ha investito alcuni pedoni lungo il Westminster Bridge. L’attacco è di chiara matrice terroristica, come confermato da Scotland Yard. L’assalitore è rimasto ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco sparati dalle forze dell’ordine.

    Londra colpita a un anno esatto dagli attacchi di Bruxelles, con la dinamica ormai tristemente nota propria degli attacchi del Califfato nero. Più volte la propaganda ISIS si è concentrata sulla chiamata al jihad di quella schiera anonima di lupi solitari, invitati a più riprese, anche con video clamorosi e orribili, ad azioni di guerriglia urbana del tutto differenti dalle tattiche militari “sul campo”: si tratta di attacchi pensati per massimizzare il terrore e i danni tra i civili, in momenti e luoghi della vita quotidiana occidentale attraverso l’uso di comuni veicoli, armi bianche e attacchi kamikaze. La firma dell’ISIS su questo ennesimo atto di guerra al cuore dell’Europa è arrivata con una rivendicazione ufficiale rilanciata dal Twitter del Site Intel Group, l’Istituto di monitoraggio della propaganda jihadista in rete gestito da Rita Katz.

    Dolcetto o scherzetto?