Assolta Daniela Poggiali, l’infermiera di Lugo condannata all’ergastolo “Giustizia è fatta”

L'infermiera di Lugo prosciolta dall'accusa di omicidio perché il fatto non sussiste, ribaltata la prima sentenza di condanna all'ergastolo. 'Non sono una serial killer' e sulle foto con la paziente morta confessa 'scatti immorali ma ho già pagato abbastanza per questo'.

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    Assolta Daniela Poggiali, l’infermiera di Lugo condannata all’ergastolo “Giustizia è fatta”

    Daniela Poggiali, l’infermiera di Lugo è stata assolta in appello dall’accusa di omicidio, ed è già uscita dal carcere. Una decisione che ribalta la sentenza di primo grado quando la Poggiali era stata condannata all’ergastolo, accusata di aver ucciso una sua paziente di 78 anni con un’iniezione di cloruro di potassio. “Non sono quel serial killer per cui sono stata dipinta in modo veramente orribile sulla carta stampata in tutto il mondo, e finalmente posso dire che giustizia è fatta” ha confessato Daniela Poggiali.

    Daniela Poggiali, assolta dall’accusa di omicidio

    “Io non ho ucciso Rosa Calderoni e la corte d’Appello di Bologna mi ha assolto perché il fatto non sussiste. Rosa Calderoni è morta di morte naturale, come io ho sempre detto mentre ero in carcere. E vorrei finalmente che la gente capisse questo e non mi collegasse sempre al fatto di quei due scatti fotografici” ammette la 45enne finalmente libera dopo 3 anni di detenzione.

    Quelle due foto che la ritraevano sorridente, con i pollici in su, vicino al cadavere della 78enne Rosa Calderoni avevano fatto il giro d’Italia, prova concreta di quel carattere “freddo, spietato e intelligente”con cui l ‘aveva descritta al momento della condanna il giudice di Ravenna Corrado Schiaretti.

    “Nemmeno lei sa quanti pazienti ha ucciso” si leggeva nelle motivazioni della sentenza, facendo riferimento ad altri casi di decessi sospetti avvenuti nella stessa struttura tra l’aprile 2012 e il novembre 2014. Daniela Poggiali, in carcere da 3 anni, si era sempre proclamata innocente e finalmente è arrivata l’assoluzione da parte della Corte d’Assise d’Appello di Bologna che ha stabilito che «il fatto non sussiste» e ne ha disposto l’immediata scarcerazione.

    Lidia Poggiali e i selfie con la paziente morta : “scatti immorali”

    Fuori dal carcere, una volta libera, l’ex infermiera torna a parlare di quei due scatti che la ritraevano con la paziente morta. “Sono due scatti fotografici brutti e irrispettosi, immorali, per i quali però io ho già pesantemente pagato con il licenziamento nel posto di lavoro. Non ci siamo rese conto neanche noi che stavamo facendo una cosa brutta. Non è un’abitudine scherzare – ha aggiunto la Poggiali – però quando fai una professione infermieristica e medica devi comunque cercare un modo per allontanare un po’ il dolore, per non portartelo sempre dietro e a casa, perché altrimenti rischi di essere sopraffatto da questo dolore”.

    L’infermiera di Lugo ammette : “vorrei tornare al mio lavoro”

    Lidia Poggioli è uscita dal carcere ma non ha ancora finto di saldare i conti con la giustizia: a suo carico ancora l’accusa per la morte di un altro paziente, il 95enne Massimo Montanari e un’accusa di furto ai danni dei pazienti, sentenze per le quali è stata rimandata a giudizio.

    Da entrambe le accuse l’infermiera si difende, sicura della sua innocenza. “Aspetto serenamente il decorso della giustizia-ammette Lidia Poggioli- Io mi sono sempre difesa nel dire che sono innocente su questi capi di imputazione e rimango serena perché non ho fatto quello che mi viene contestato”.

    Parlando del futuro, confessa il suo desiderio, una volta prosciolta da tutte le accuse, di tornare a svolgere il lavoro da infermiera : “Mi piacerebbe molto perché l’ho sempre fatto e anche molto bene. Mi piacerebbe tornare a farlo se mi verrà data la possibilità”.