Assicurazione antistupro: perché le donne americane sono costrette a tutelarsi?

Stati Uniti, ricoveri ospedalieri altissimi, fino a 6.000 dollari, spingono molte donne ad acquistare un'assicurazione in caso di violenza sessuale, ma solo una su tre denuncia lo stupro. In Texas varata una nuova legge già contestatissima che non copre nemmeno i costi dell'aborto in caso di violenza

da , il

    Assicurazione antistupro: perché le donne americane sono costrette a tutelarsi?

    L’assicurazione anti-stupro è uno strumento ancora poco conosciuto nel nostro Paese, ecco perché molti italiani si sono stupiti quando le due ragazze americane violentate hanno ammesso di averne una (dichiarazione poi smentita dall’avvocato delle giovani).Stupore che si è trasformato in certi casi in sospetto, arrivando ad ipotizzare che le vittime potessero avere degli interessi economici nella vicenda. In realtà, l’assicurazione anti-stupro è molto diffusa negli Stati Uniti dove le spese mediche sono altissime e chi non possiede un’assicurazione privata rischia di non accedere alle cure.

    In America proibitivi i costi di un ricovero

    L’Obamacare, la riforma sulla sanità voluta dall’ex presidente Obama, aveva cercato di limitare i costi proibitivi delle cure mediche, ma la nuova amministrazione Trump ha cancellato la riforma del suo predecessore, negando le cure mediche a chi non poteva permettersi un’assicurazione.

    Troppo alti i costi di un’esame medico dopo una violenza, “più di una macchina usata” come aveva postato provocatoriamente una donna americana qualche anno fa, cui avevano fatto eco molti post di donne che avevano dovuto pagare migliaia di dollari di spese mediche dopo esser state vittime di abusi.

    Violenza sulle donne : fino a 6000 dollari per coprire il costo di uno stupro

    Una legge del’94 prevede che siano le amministrazioni statali a farsi carico delle spese mediche in seguito a un abuso, ma in realtà spesso arriva a coprire solo gli esami principali, lasciando che il resto dei costi gravi sulle spalle delle vittime. Uno studio della Reuters ha analizzato i casi di violenza, riferendo che le vittime, in possesso di un’assicurazione privata, paghino in media 950 dollari, pari al 14% del costo totale, che si aggira sui 5700 dollari per paziente.

    L’autore di questo studio, il professor Tennesse ha osservato come nel 2013 sono stati spesi circa 9 milioni di dollari in cure mediche da parte di vittime e assicurazioni, con un costo medio di 6.700 dollari per paziente. Nel corso del 2013 sono avvenuti negli Stati Uniti 1355 stupri ma nel 98% dei casi non c’è stato alcun ricovero in ospedale, mentre le 32 vittime ricoverate hanno speso circa 800 dollari per il ricovero in ospedale.

    Solo un terzo delle donne denuncia l’abuso

    “Un onere finanziario che si aggiunge a quello emotivo dello stupro” ha riferito Tennesse, sottolineando come, nel 63% dei casi, i pazienti, dopo il ricovero in ospedale hanno dovuto sostenere costi fino ad un mese dopo la violenza, compresi i farmaci, le ulteriori cure mediche e i servizi di salute mentale.

    Ecco perché sulle oltre 270.000 donne violentate ogni anno negli Stati Uniti solo un terzo di loro ha il coraggio di denunciare l’accaduto, con il rischio di doversi trovare un conto salatissimo : fino a 600 dollari per un test di gravidanza e fino a 4000 dollari per il ricovero in ospedale.

    Texas, nuova legge non copre nemmeno l’aborto

    Ma ci sono degli Stati dove la situazione è ancora più allarmante. Lo Stato del Texas, ad esempio,quest’estate ha deciso di approvare una legge che toglie la copertura dei costi medici statali anche dall’aborto come conseguenza di uno stupro. Il Texas, patria dei conservatori, da sempre anti-abortisti, ha varato questa norma per evitare che sia proprio lo Stato ad assumersi i costi per la morte di un feto, anche se conseguenza di una violenza. In questo modo però, le donne sono quasi costrette a comprare una polizza assicurativa che copra l’aborto in caso di violenza per non rischiare di dover pagare migliaia di dollari in caso in cui rimangano incinte dopo un abuso.

    Questa norma statunitense è chiaramente poco diffusa nel nostro Paese, non per mancanza di violenza ma perché in Italia tutti i costi medici sono sostenuti dal servizio sanitario nazionale.