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Asra Nomani: la donna musulmana immigrata che ha votato Trump

Asra Nomani: la donna musulmana immigrata che ha votato Trump
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    Asra Nomani: la donna musulmana immigrata che ha votato Trump

    Asra Nomani, ex giornalista del Wall Strett Journal con la sua confessione allo Washinghton Post ribalta le analisi sull’elettore medio di Trump, ossia della persona poco istruita, bianca, razzista e maschilista. Lei è immigrata, musulmana e una femminista convinta. La co-fondatrice del Movimento Musulmano spiega nell’intervista perché ha votato Trump alle elezioni presidenziali Usa del 2016. E’ una delle cosiddette elettrici silenziose, ossia quelle che i sondaggisti, nell’evidente flop, non hanno saputo intercettare. E che contro tutti i pronostici hanno votato per il tycoon.

    51 anni, madre single, arriva in America dall’India quando aveva 4 anni. Si definisce musulmana liberale. Non si considera né bigotta, né razzista, né tantomeno una suprematista della razza bianca. “Respingo le accuse di odio, divisione, ignoranza che vengono rivolte all’elettorato di Trump” dice perentoria. Semplicemente tra Hillary Clinton e Donald Trump ha scelto come 45esimo presidente il tycoon. Nonostante sia vicina alle idee democratiche di Obama (l’ha votato nel 2008) e della Clinton- vedi matrimonio gay, aborto- due cose fondamentali critica dell’amministrazione Obama. La prima è il mancato pugno duro contro il terrorismo islamico.
    La seconda, più importante, è il programma sanitario Obamacare.

    Lei stessa, come afferma al Washington Post, non può permettersi le cure sanitarie proposte da Obama e come lei altri, troppi milioni di americani.

    Nella sua confessione trapela la delusione, che ha fatto propendere l’ago della bilancia su Trump, sugli scandali che hanno affondato la Clinton. Da mailgate alle donazioni alla Fondazione Clinton, scandalo che ha riguardato l’accusa di utilizzare i soldi di tale associazione per auto-finanziarsi e di essere uno strumento di corruzione. Secondo le accuse i donatori della Fondazione avrebbero “influenzato” le scelte politiche di Hillary. Quando è venuto fuori finanziamenti dubbi, Asra non ha più avuto alcun ripensamento: «Le rivelazioni delle donazioni di milioni di dollari alla Fondazione Clinton da parte di Qatar e Arabia Saudita hanno definitivamente affondato il mio sostegno per lei».

    Asra da musulmana e immigrata non ha paura delle posizioni anti-islam di Trump. Per lei è solo retorica.“L’America, la nostra lunga storia di giustizia sociale e dei diritti civili non permetterà mai che si concretizzi l’allarmismo che si è accompagnato alla retorica della campagna elettorale di Trump” afferma.
    All’inizio della sua campagna elettorale infatti Trump aveva fatto la scioccante proposta di bandire l’ingresso agli islamici negli Usa, un’idea per combattere il terrorismo, e che è stato uno dei suoi cavalli di battaglia. Per questo era stato accusato di islamofobia e di razzismo.

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    Nonostante sulla carta quindi Asra Nomani sembrava essere uno dei bersagli della campagna del tycoon e che avesse molto da perdere, senza timore ha scommesso sul cavallo vincente.
    Vuoi perché appartenente a quella classe media impoverita che ha decretato il successo di Trump, vuoi per l’insuccesso e gli scandali intorno ad Hillary Clinton, Asra dis-conferma ancora una volta le analisi del voto americano: è istruita, immigrata, musulmana e perfino femminista.

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