Ape volontaria: cos’è, come si richiede e i requisiti per ottenerla

Gli ultimi nodi saranno sciolti a breve, ma ci siamo: il decreto attuativo per l’Ape volontaria è stato firmato da Gentiloni. Il Governo stima che gli over 63 interessati alla pensione anticipata nel 2017 saranno 300mila. In attesa di trovare l’accordo con banche e assicurazioni disponibili ad anticipare le somme, sul portale dell’Inps si può intanto simulare il calcolo del prestito ponte.

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    Ape volontaria: cos’è, come si richiede e i requisiti per ottenerla

    Finalmente ci siamo: Gentiloni 4 giorni fa ha firmato il decreto per l’Ape volontaria, la “pensione anticipata” prevista per gli over 63 che vorrebbero uscire anticipatamente dal mondo del lavoro e avere una sorta di “paracadute” economico, a proprie spese. Ci cono ancora alcuni nodi irrisolti, come l’accordo con banche e assicurazioni che devono le somme richieste. Secondo le ultimissime notizie sull’Ape, comunque sarebbe questione di poco e dovrebbe diventare operativa, in fase sperimentale, fino a fine 2018. Vediamo intanto come si richiede e i requisiti per ottenerla.

    Ape volontaria: cos’è

    Il decreto attuativo dell’Ape partirà a breve. Ma cos’è? Ape sta per Anticipo finanziario a garanzia pensionistica. Si tratta di un prestito ponte su richiesta, commisurato e garantito dalla futura pensione di vecchiaia, concesso da una banca o da un’assicurazione convenzionate in attesa della pensione tradizionale. Rivolta agli over 63, potrà essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla gestione separata.

    Si parla di prestito perché la somma erogata, che verrà data mensilmente nell’arco dell’anno, verrà poi restituita una volta che riceveremo la pensione. Come? A rate, direttamente decurtandola dalla somma della pensione. E’ stato deciso che in caso si voglia estinguere prima il debito, si può versare il rimanente in una volta sola. Alla somma chiesta in prestito a una banca o un’assicurazione convenzionata andranno aggiunti i tassi di interesse, il costo della polizza assicurativa obbligatoria (se un pensionato dovesse morire prima di aver restituito interamente il debito, le rate mancati saranno pagate dalla compagnia assicurativa) e la commissione per l’accesso al fondo di garanzia (pari all’1,6 per cento dell’importo finanziato).

    Ape volontaria: i requisiti

    Il Governo stima che le persone interessate possano essere 300mila nel 2017 e 115mila nel 2018. I requisiti Ape, tutti riportati nel sito dell’Inps, sono i seguenti:

    • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi versati (al 1° maggio 2017)
    • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi
    • avere un importo della futura pensione mensile di almeno 700 euro, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto
    • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

    Non è invece richiesta la cessazione dell’attività lavorativa, cioè si può essere ancora dei lavoratori.

    Per quanto riguarda la “situazione personale” invece bisogna soddisfare anche questi requisiti:

    • non essere debitori verso le banche
    • non si deve essere iscritti nell’anagrafe della Centrale dei rischi né nel bollettino dei protesti
    • non si possono avere pignoramenti in corso.

    Sul portale online dell’Inps c’è anche il simulatore del calcolo che permette di quantificare importo e rata di restituzione del prestito.

    Come si richiede l’Ape Volontaria 2017

    Chi è interessato potrà rivolgersi all’Inps, personalmente o delegare la sua pratica ai patronati. Sempre comunque si dovrà utilizzare, sia autonomamente che con intermediari, il portale dell’Inps. Le certificazioni da presentare sono la domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia.

    Il costo dell’Ape Volontaria: le penalizzazioni

    L’anticipo della pensione ovviamente avrà un costo. Per fare un calcolo dell’Ape Volontaria è necessario quindi anche avere presente l’ammontare delle penalizzazioni. Come si calcolano? Innanzitutto c’è da dire che più breve è la durata del prestito, più bassa sarà la penalizzazione sulla pensione. Infatti i primi due fattori da cui dipende l’ammontare delle penalizzazioni sono:

    • durata dell’erogazione dell’assegno
    • percentuale di pensione richiesta.

    Quindi se una persona richiede il 90% tramite l’Ape, la sua futura pensione sarà più bassa di chi ne ha richiesta magari il 40%.

    Ad ogni modo, il rateo annuo sulla pensione non potrà superare il 30% della stessa, tenendo conto di altri impegni finanziari in corso come, per esempio, un mutuo casa o un altro prestito bancario.