Anna Frank con la maglia della Roma: si leggerà il suo Diario prima di ogni partita

Gli adesivi antisemiti allo stadio Olimpico ad opera di alcuni ultrà della Lazio continuano a far discutere. Federcalcio ha promosso alcune iniziative per promuovere la conoscenza della Shoah, come la lettura di alcuni brani del Diario di Anna Frank insieme a “Se questo è un uomo” di Primo Levi, prima delle partite.

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    Anna Frank con la maglia della Roma: si leggerà il suo Diario prima di ogni partita

    L’ondata di vergogna e polemiche scatenate dalle immagini di Anna Frank con la maglia della Roma nello stadio Olimpico ad opera di alcuni ultrà laziali, non si placano e hanno dato il via ad una serie di iniziative volte a combattere l’antisemitismo. Molte di queste partono dal presupposto che la conoscenza sia la vera arma per risolvere la questione: ecco che è stato deciso di leggere una pagina del Diario di Anna Frank prima di ogni partita.

    L’iniziativa negli stadi: leggere una pagina del Diario di Anna Frank

    Il coro che si è alzato all’unanimità è di condanna: l’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma circolata all’Olimpico in occasione di Lazio-Cagliari è un oltraggio, un offesa verso una delle più grandi tragedie dell’umanità.

    Ieri il presidente della Lazio Claudio Lotito si è recato nella Sinagoga di Roma ed ha deposto una corona di fiori sotto la lapide commemorativa delle vittime delle deportazioni per esprimere la sua presa di distanza da alcuni ultrà.

    Lotito in Sinagoga, comunità ebraica romana non c'è

    La comunità ebraica è stata tra le prime ad esprimere il proprio sdegno per quanto accaduto. E proprio l’Ucei, Unione delle comunità ebraiche italiane, insieme a Federcalcio ha deciso che su tutti i campi di calcio verrà letto un brano del Diario di Anna Frank prima dell’inizio delle gare. Insomma la via scelta per combattere lo stupido antisemitismo è questa: la conoscenza, il capire a fondo che cosa rappresenti quella ragazzina di 15 anni morta in un campo di concentramento ed ha lasciato al mondo una toccante testimonianza che deve far riflettere. Per questo tutti i capitani delle squadre regaleranno ai bambini che li accompagnano in campo una copia del libro di Anna Frank insieme a quello di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

    La Lazio inoltre, condannata per responsabilità oggettiva, ha deciso di promuovere in aggiunta un’altra iniziativa: il viaggio annuale di 200 tifosi laziali ad Auschwitz, giusto per avere un incontro ravvicinato con l’orrore dell’Olocausto vissuto da Anna Frank.

    Tra le proposte è stata avanzata anche quella dell’ex premier Matteo Renzi di giocare con le maglie con una stella di David.

    Foto antisemite della Lazio: le reazioni

    Se il coro di proteste è stato unanime, non tutti i tifosi hanno reagito allo stesso modo difronte alle iniziative promosse. Dopo il comunicato degli ultrà della Lazio che si sono giustificati chiamando “goliardia” lo sfottò di pessimo gusto, altre tifoserie italiane sembrano non aver gradito il clamore suscitato. Un esempio sono i tifosi dell’Ascoli che non hanno assistito al minuto di silenzio pre-gara e hanno mandato il seguente comunicato: “Non vogliamo essere complici di un teatrino mediatico e istituzionale che dimentica i terremotati e i nostri anziani ma è invece sempre prontissimo a indignarsi e a strumentalizzare una decina di adesivi”. Insomma la stessa linea adottata dagli Irriducibili della Lazio che accusano il tutto come “una manovra per colpire la Lazio”. Parole che in un certo senso sono state avallate in primis dal patron biancoceleste Claudio Lotito, che, secondo alcune fonti, avrebbe detto prima di recarsi in sinagoga: “E’ una pagliacciata”.

    Identificati i responsabili: molti minorenni

    Nel frattempo grazie alle telecamere è stato possibile risalire ai responsabili delle affissioni dei volantini e degli adesivi su Anna Frank. Il lavoro svolto da Digos, Scientifica e dal commissariato di Prati, ha portato all’individuazione di 16 responsabili: tra di loro anche tre minorenni. Uno di questi avrebbe 13 anni e pertanto nemmeno è imputabile. Verso gli autori del gesto, come ha assicurato il ministro dell’Interno Marco Minniti, si indagherà per istigazione all’odio razziale e non è escluso che vengano definitivamente esclusi dagli stadi. Per lo meno, fonti rivelano che rischiano la denuncia e un Daspo fino a 8 anni.