Amore, successo e lavoro, i sogni nel cassetto dei protagonisti de “Le leggi del desiderio”

Amore, successo e lavoro, i sogni nel cassetto dei protagonisti de “Le leggi del desiderio”
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    Amore, successo e lavoro sono in assoluto i desideri più intimi di ogni uomo. Chi di noi non sogna di trovare l’anima gemella, di realizzarsi professionalmente o di raggiungere la fama? Proprio come Matilde, Ernesto e Luciana, i 3 coprotagonisti della nuova commedia di Silvio Muccino, “Le leggi del desiderio”, tutti aneliamo al raggiungimento di questi obiettivi, in diversa misura a seconda della personalità. Ma accade spesso che più li inseguiamo, più sembrano dileguarsi quasi il destino si prendesse gioco di noi. La stessa amara sorte tocca allo sfortunato terzetto, perlomeno fino all’incontro con il Life Coach Giovanni Canton.

    Chi di noi non ha mai sognato di incontrare l’anima gemella fantasticando su storie d’amore fiabesche quanto improbabili? Il mito della fiaba a lieto fine o della famiglia “Mulino Bianco” è duro a morire e in fondo al cuore, ci crediamo ancora. Matilde (Nicole Grimaudo), single in perenne attesa del Principe Azzurro, veste alla perfezione i panni dell’eterna sognatrice, frustrata nelle sue aspettative dalla ben più prosaica realtà. Paolo, l’uomo che ama, è il classico tipo sposato con il piede in due scarpe. Lei si illude di poterlo avere tutto per sé anche se in fondo al cuore sa che non è così. E’ la classica brava ragazza a cui sembra andare tutto storto, in realtà la sua scelta è frutto di una visione distorta dell’amore, di scarsa autostima e di poca conoscenza di sé. Perché il vero amore spalanca le porte quando siamo pronti ad accoglierlo.

    In una società come la nostra l’autoaffermazione professionale è di fondamentale importanza, anche dal punto di vista economico. Ernesto (Maurizio Mattioli) è una delle tante vittime di una crisi che non risparmia nessuno, figuriamoci un over 60. Da venditore porta-a-porta di primo livello, si ritrova messo da parte dalla sua azienda e in preda alla disperazione è pronto a tutto, persino ad affidarsi al Life Coach Giovanni Canton. Il suo caso è emblematico di quanto la perdita del lavoro vada di pari passo con la perdita della dignità umana, ma a volte smarrirsi, per quanto difficile, è fondamentale per indurre un cambiamento radicale e ritrovare la propria strada più autentica.

    Essere riconosciuti a livello individuale accresce l’autostima confermando il nostro valore, contribuendo a farci uscire dal cono d’ombra in cui si dibatte spesso la nostra scialba esistenza. E’ il caso di Luciana (Carla Signoris), borghese apparentemente perfetta, segretaria impeccabile di un vescovo esigente, moglie e madre ubbidiente e devota. Ma la sua coltre profumata cela un segreto inconfessabile, un fiume di lava che arde tra le pagine dei suoi audaci romanzi. Luciana sogna una rivincita personale che la faccia uscire allo scoperto donandole la visibilità che pensa di meritare. Parafrasando Andy Warhol, tutti noi aspiriamo al “quarto d’ora di celebrità” e questo è tanto più valido in un mondo votato alla logica dell’apparenza. Luciana, Matilde ed Ernesto, protagonisti de “Le leggi del desiderio” di Silvio Muccino, vi attendono sul grande schermo a partire dal 26 febbraio.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CinemaFilm Ultimo aggiornamento: Martedì 24/02/2015 12:14
     
     
     
     
     
     
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