Natale 2016

Alluvione in Sardegna, tragedia evitabile? [VIDEO]

Alluvione in Sardegna, tragedia evitabile? [VIDEO]
da in Cronaca
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    Alluvione in Sardegna, è strage

    Nemmeno il tempo di fare un bilancio veritiero dei danni e delle vittime, che scattano le polemiche: l’alluvione in Sardegna era una tragedia evitabile? Se è vero che con i se e con i ma, soprattutto a posteriori, a cose fatte, è facile quanto inutile costruire supposizioni, ipotesi e teorie, è anche vero che qualcosa in Sardegna non ha davvero funzionato a dovere. L’allarme era stato diramato e, per di più, con un avviso di “criticità elevata”, il livello di emergenza maggiore, ma non ha sortito gli effetti sperati, perché?

    Difficile, se non impossibile, dare una risposta veritiera e convincente a questa domanda. L’unica verità che si può tentare di ricostruire è quella raccontata dai fatti, dalle circostanze emerse nelle scorse ore, dopo che il ciclone Cleopatra ha già lasciato dietro di sé una scia di vittime e di devastazione.

    Si accende la polemica dopo le parole del direttore de ilmeteo.it, Antonio Sanò, che dichiara “modelli fisico-matematici avevano previsto già da giovedì quello che sarebbe successo lunedì”. Si conosceva il pericolo e perché, allora, non si è fatto nulla per evitarlo o, almeno, evitare i danni e mettere le persone al sicuro? Anche in questo caso, le risposte potrebbero essere tante o nessuna: mancanza di coordinazione, di organizzazione, carenza di mezzi, fatalità, sottovalutazione del pericolo e molti altri fattori possibili.

    Alcuni fatti, però, sono chiari e difficilmente confutabili. L’allerta è stata lanciata, l’allarme pure. Infatti, domenica, alle 14.12, il centro funzionale della Protezione Civile emana l’avviso di criticità elevata. Trascorrono due ore o poco più e l’allarme arriva ai comuni: alle 16.30 la Regione Sardegna dirama l’avviso ai singoli comuni, avvertendoli via fax; in serata, lo stesso avviso arriva via sms ai sindaci, sul loro telefonino.

    L’allarme è stato diffuso, 12 ore prima dell’emergenza. Di domenica, via fax, quando gli uffici comunali erano chiusi. La mattina dopo, presa, con calma, coscienza dell’allarme, i sindaci e le autorità competenti sul territorio si attivano. Cercano soprattutto di controllare la viabilità e nient’altro. Meglio non lasciarsi tentare da facili colpevolismi, facendosi trascinare in polemiche sterili e inutili. Meglio, però, anche andare a fondo, capire cosa non ha davvero funzionato, per rendere, la prossima volta, una tragedia del genere davvero prevedibile ed evitabile.

    Alluvione tragedia evitabile
    20/11/2013

    Si aggrava il bilancio delle vittime e dei danni dell’alluvione che si è abbattuta sulla Sardegna. Anziane intrappolate in casa e inghiottite dalla furia dell’acqua, famiglie intere uccise dal maltempo, ma non solo, anche due piccole, piccolissime vittime. Due bambini, un bimbo di tre anni e una bimba di due anni, hanno perso la vita in questa tragedia.

    Il maltempo che ha devastato soprattutto la Sardegna centro settentrionale restituisce una situazione drammatica, 16 vittime, di cui due bambini, e una quantità ingente di danni. A Raica, sulla strada che porta a Telti, un uomo di 35 anni ha perso la vita con il figlioletto di soli tre anni.

    Simile la storia e il triste epilogo di madre e figlia, Patrizia Corona di 42 anni e Morgana di due anni. La loro auto è stata travolta e inghiottita da un’onda di acqua e fango non lasciando loro scampo e gettando il padre, rimasto solo, nello sconforto assoluto.

    Tanto dolore, distruzione e disperazione, ma anche qualche episodio positivo, che riaccende la speranza. Come quello che ha avuto come protagonista una giovane “eroina”, tedesca di nascita ma sarda di adozione, Martina Feick, che ha attraversato a nuoto la strada di fronte alla sua abitazione per salvare la dirimpettaia, una donna anziana e il suo cane.


    alluvione in sardegna
    19/11/2013

    Una vera e propria emergenza, una “tragedia nazionale” in piena regola, come l’ha definita il premier Enrico Letta: l’alluvione in Sardegna ha già fatto registrare 17 vittime, un disperso e centinaia di sfollati, tra case sommerse dall’acqua, strade interrotte e ponti crollati. La furia del ciclone Cleopatra sta devastando l’isola, tra le zone colpite più duramente Olbia e Torpè, e il maltempo non sembra voler dare tregua.

    Settimane di allerta meteo in tutto il territorio nazionale, tra piogge battenti e fiumi in piena, ma non solo. Sono settimane di allerta mondiale. Di paura su scala globale per la furia della natura, per gli eventi atmosferici che stanno mettendo in ginocchio mezzo mondo. Solo pochi giorni fa, il tifone Hayan ha messo in ginocchio le Filippine, colpendo con la sua furia circa 5 milioni di persone. E solo negli scorsi giorni più di 70 tornado hanno spazzato via case e quartieri negli Stati Uniti. Ora la furia della natura colpisce anche il nostro Paese con il ciclone Cleopatra, il maltempo che si porta via vite e pezzi di terra sarda.

    Per fronteggiare l’emergenza, 350 uomini dei vigili del fuoco lavorano incessantemente e nelle prossime ore è previsto l’arrivo di altre quattro sezioni operative di rinforzo.

    Il bilancio, destinato molto probabilmente a salire e ad aggravarsi, è per ora di 17 morti e un disperso, centinaia di famiglie sfollate e decine di abitazioni sommerse da acqua e fango.

    Nel nuorese, un poliziotto in servizio ha perso la vita per il crollo di un ponte. I tre colleghi a bordo del fuoristrada con lui sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni. L’auto delle forze dell’ordine stava aprendo la strada a un’ambulanza, quando il viadotto che stavano percorrendo ha ceduto facendoli precipitare. L’agente deceduto aveva 44 anni e lascia una moglie e due figli.

    È in costante aumento il numero delle abitazioni invase dall’acqua, soprattutto nelle zone più colpite dal maltempo, come la casa della signora 90enne, trovata morta a Torpè.

    Sei vittime a Olbia, dove si registrano danni gravissimi. Tre persone hanno perso tragicamente la vita nel crollo di un altro ponte, un viadotto sulla strada provinciale 38 che collega Olbia a Tempio Pausania.

    A Galtellì, l’esondazione del Cedrino ha portato all’evacuazione di 80 famiglie. Numerosi i tratti ferroviari interrotti e le strade non percorribili, come la strada statale 125 sarda, bloccata da alcune ore. Vigli del fuoco, forze dell’ordine e protezione civile si mobilitano, ma anche la gente comune: a Olbia i cittadini hanno deciso di creare un gruppo di mutuo aiuto su FacebookApriamo la nostre case ai nostri concittadini”, tramite cui si offrono aiuto e ospitalità.

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