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Alimentazione bambini: preferiscono i cibi sponsorizzati dai cartoni animati

Alimentazione bambini: preferiscono i cibi sponsorizzati dai cartoni animati
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    Alimentazione bambini cartoni animati

    Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda: l’alimentazione dei bambini subisce l’influenza della pubblicità e del “rinforzo” di sponsor d’eccezione come i cartoni animati preferiti. In principio fu Popeye-Braccio di Ferro, in grado di stimolare i più piccini nel consumo degli odiati spinaci, cibo tra i meno “simpatici”. Ci eravamo arrivati da soli, che la confezione dei cereali che mostra in bella vista il simpatico faccione verde di Shrek, piuttosto che il grazioso musetto di Hello Kitty ha più chance di attirare l’attenzione e pilotare la preferenza infantile, rispetto ad una scatola “neutra”.

    In realtà, non è che per gli adulti le cose cambino molto, magari non è l’eroe del cartone animato preferito a fungere da specchietto per le allodole, ma la dicitura light, o magari energetic, per non parlare degli effetti che sulla psiche sortiscono colori e forme. Ora, però, arriva una ricerca americana che evidenzia qualcosa di ancora più interessante: non solo i bambini preferiscono acquistare alimenti reclamizzati da fumetti o personaggi dei cartoni in voga, ma addirittura li trovano più “buoni”, e, in questo senso, la pubblicità manipola il gusto infantile.

    Analizzando le preferenze di un campione di 80 bambini di 4-6 anni, i ricercatori della University of Pennsylvania hanno scoperto che la pubblicità li condiziona in modo così pesante da alterare la corretta percezione dei sapori. Ai piccoli sono stati infatti offerti gli stessi fiocchi di cereali contenuti, però, in due confezioni diverse, una decorata con gli idoli dei cartoni, l’altra senza disegni. I bambini, tutti, hanno affermato di trovare più gustosi i cereali della scatola sponsorizzata e più “cattivi” quelli dell’altra.

    “I risultati forniscono una prova che l’uso dei personaggi famosi sulle confezioni dei cibi influenzano la palatabilità del prodotto”, spiegano gli autori di questo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Pediatrics e Adolescent Medicine. Non a caso, i creativi che sono incaricati di studiare il packaging dei prodotti alimentari, spinti dalle Aziende, utilizzano a mani basse le immagini e i gadget dei personaggi più amati del momento dal mondo infantile, per spingere le vendite.

    E la cosa riesce alla perfezione. Non si può nulla contro questo tipo di messaggi, tutt’altro che occulti, anche i genitori più attenti e consapevoli non riusciranno mai a convincere i loro figli a preferire alimenti confezionati senza pupazzetti e affini.

    Del resto, non so neppure quanto sia giusto: collezionare gadget, figurine e scatoline decorate è divertente, l’abbiamo fatto tutti e quando siamo cresciuti siamo forse diventati un po’ più furbi e meno “perforabili” dal potere pubblicitario. Diciamo che, come semplice consiglio, visto che, nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti di buona qualità che si possono acquistare tranquillamente, magari approfittate delle “offerte speciali” per farne scorta. Nei supermercati le fanno spesso, così i pargoli saranno accontentati, e le tasche non ne risentiranno troppo…

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