Aemocon – L’emozione di conoscere: un metodo per imparare a vivere

Un'associazione nata dall'idea del professor Nicola Cuomo aiuta le persone con disabilità cognitiva a imparare come vivere in autonomia

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    Aemocon – L’emozione di conoscere: un metodo per imparare a vivere

    L’aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down è notevolmente aumentata negli ultimi quarant’anni. Se fino al 1975 l’età media di una persona affetta da trisomia 21 era dì 21-22 anni, oggi è di 50 anni, con un’aspettativa di vita che arriva anche fino a 62 anni. Una tendenza positiva che è destinata a durare nel tempo, visto che negli anni ’50 solo il 27% delle persone con sindrome di Down superava i 20 anni e solo il 4% i 40, mentre nel 2010 il 57% aveva più di 20 anni e il 28% più di 40.

    Un cambiamento dovuto certamente ai grandi progressi in ambito medico, nella chirurgia cardiaca, alle cure contro la leucemia e delle malattie della tiroide, ma in buona parte anche agli interventi in ambito educativo/didattico. La ricerca scientifica sul piano clinico, psicologico, pedagogico e psicosociale offre infatti oggi la possibilità di intervenire, fin dalla nascita, secondo saperi e conoscenze che possono migliorare la qualità di vita della persona, contrastandone l’invecchiamento precoce.

    La Cooperativa “Sì Si Può Fare”, braccio operativo della Fondazione “CondiVivere”, dal 2011 opera nel territorio milanese con progetti che mirano ad accompagnare la persona con disabilità dalla nascita all’età adulta, al fine di realizzare un progetto di vita di qualità, che prosegua anche nel “dopo di noi”, ovvero quel lasso di tempo che, date le aumentate aspettative di vita, i figli trascorreranno senza le cure e le attenzioni dei propri genitori.

    Qualità di vita, capacità di autodeterminazione, benessere psico-fisico, integrazione nel contesto sociale sono alcune delle parole chiave che guidano il lavoro del gruppo, composto da famiglie, operatori e esperti che, in una dimensione di ricerca, collaborano per favorire lo sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale di persone con disabilità mentale, formandole alla vita autonoma e al lavoro, promuovendo occasioni e contesti di integrazione – nella scuola, nel tempo libero, in famiglia, nello sport, nel lavoro, nella società -, disseminando la cultura dell’inclusione sociale.

    In questo suo percorso la Cooperativa si avvale della consulenza scientifica dell’Associazione Aemocon, fondata dal Professor Nicola Cuomo, già docente di Pedagogia Speciale presso l’Ateneo bolognese e ideatore del “Metodo Emozione di Conoscere”. Secondo le linee guida dettate dal “Metodo Emozione di Conoscere”, gli educatori della Cooperativa “Sì Si Può Fare” e della “Fondazione CondiVivere” progettano percorsi individualizzati che rispettano e valorizzano le originali intelligenze e le potenzialità di ogni persona, sviluppandone la capacità di apprendere, di avere un pensiero intenzionale, di decidere, di risolvere problemi, di svolgere azioni della vita quotidiana in autonomia, mirando ad una vita il più indipendente e integrata nella società possibile.

    «L’emozione di conoscere – spiegava infatti il professore in un’intervista al Tg3 qualche anno fa – è la caratteristica dell’uomo che gli permette di affrontare i problemi e quindi di far evolvere le civiltà. La conoscenza è un grande piacere e privilegio che l’umanità ha, produce il piacere di esistere e dà la forza per affrontare qualunque problema con la curiosità e l’emozione. Questo ci porta al desiderio di esistere. La potenza dell’uomo, la sua forza sta nella sua volontà di esistere in qualunque situazione, anche quella che può sembrare la più dura, la più faticosa». Come, appunto, la situazione di disabilità intellettiva.

    «L’intelligenza non è data dalla somma delle competenze che un individuo possiede, ma dalla sua capacità di autodeterminazione, e di comprendere/interagire originalmente con il contesto, i problemi, le sfide che questo propone », chiariva il Professor Cuomo.

    «Le persone con un deficit cognitivo – prosegue oggi l’educatore Alberto Aldeghi – hanno una intelligenza emotiva estremamente forte» e su questo si lavora per renderli autonomi, «soprattutto se ci si approccia non come un genitore o come un maestro, ma come il confidente, l’amico più esperto che insegna la strategia migliore per risolvere un qualsiasi problema».

    Il professor Cuomo spiegava: «Le difficoltà di apprendimento sono da ritrovarsi essenzialmente nelle atmosfere relazionali, nelle situazioni e nei contesti. Questi, se non propongono empaticamente emozione di conoscere, curiosità, se non stimolano l’immaginario, se non sono sostenuti dal desiderio, non producono quelle situazioni di benessere che facilitano gli apprendimenti e risultano un potente motore per attivare e sostenere la motivazione».

    Nella maggior parte dei casi, una volta che non possono più contare sulle loro relazioni, e in particolare sulle cure dei propri familiari, per le persone con deficit il rischio è di finire in un Residenza Sanitaria per Disabili e quindi essere “ghettizzate” e allontanate da quel contesto sociale che invece, secondo le ricerche del Professor Cuomo, risulta fondamentale per continuare a far evolvere e mantenere le competenze acquisite in anni di integrazione scolastica, sociale e lavorativa. Senza il quale, alla fin fine, queste persone diventano invisibili.

    «Il professor Nicola Cuomo – spiega l’educatore Alberto Aldeghi – si è prefissato lo scopo di far sì che la persona, una volta che i genitori scompariranno, potrà continuare a vivere nel contesto in cui è cresciuta e ha stretto legami affettivi e relazionali».

    E’ nato così il progetto “Verso una vita autonoma e indipendente, durante e dopo di noi” e il Testamento Pedagogico «che – continua Aldeghi nella nostra intervista – ha la finalità di accompagnare le famiglie e i loro figli anche quando le persone con disabilità si devono necessariamente staccare dal loro nucleo familiare».

    Questo è il metodo del professor Cuomo e il lavoro quotidiano di Aemocon grazie alla collaborazione con la Fondazione CondiVivere e la Cooperativa Sì si può fare. E’ vero, per le persone con difficoltà cognitive diventare autonomi è un percorso difficile, ma è anche vero che i successi ottenuti dimostrano che non è affatto impossibile.

    Una prova? Andate a fare la spesa almeno una volta alla bottega “L’emozione di conoscere i sapori” in Via Tartini, 14 a Milano e sarete serviti da uno staff incredibilmente cordiale e professionale, formato all’insegna dell’Emozione di Conoscere.

    Intanto se volete sostenere Aemocon, cliccate qui per partecipare alla raccolta fondi #DiversamenteUguali!