Abusi in palestra, la testimonianza choc di una delle vittime del maestro di karate

Su Rai 1 la testimonianza choc di una delle allieve del maestro di karate indagato per violenza sessuale. Dai complimenti alle cene offerte per conquistare la fiducia delle ragazze. Poi le portava in infermeria dove si consumavano gli abusi: 'Quello che accadeva lì dentro era indescrivibile'. Senso di colpa e minacce hanno impedito alle ragazze di parlare ma adesso a raccontare tutto c'è una ragazza che all'epoca aveva solo 16 anni: 'Non ci si riprenderà mai, ma si deve andare avanti'

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    Abusi in palestra, la testimonianza choc di una delle vittime del maestro di karate

    Durante il programma di Rai 1 “La Vita in diretta” è andata in onda la drammatica testimonianza di una delle allieve del maestro di karate arrestato con l’accusa di aver costretto le sue allieve ad avere rapporti sessuali con lui e con altri uomini. La ragazza, ripresa di spalle con voce contraffatta, con la sua confessione ha permesso alle indagini di fare un passo in avanti, e, dopo mesi, ha deciso di raccontare la sua storia. Dall’ingresso per la prima volta in palestra, quando aveva solo 16 anni, alle violenze avvenute nel corso del tempo nell’infermeria della palestra stessa, la giovane narra una storia di abusi che vede coinvolte altre 6 ragazze, tutte allieve della stessa palestra.

    Violenza sulle donne, il racconto choc di un’allieva

    All’inizio il suo comportamento era normalissimo, mi fidavo anche, ero sicura come qualsiasi altra ragazza che pratica uno sport ed ha a che fare con un maestro, quindi non avevo niente di cui temere” così inizia il racconto di Maria ( nome di fantasia usato per tutelare la ragazza), che rievoca il primo periodo in cui frequentava la palestra. Poi il maestro di karate cominciò in poco tempo a cambiare atteggiamento.“Mi faceva sempre tanti complimenti. Lui ci prendeva così, come ha fatto con le altre lo faceva con me: complimenti, cene, ci offriva sempre tutto, ci trattava benissimo, ci faceva sentire belle, ci sentivamo speciali e uniche, anche perché a 16 anni una ragazza che si sente così speciale è lusingata”.

    Gli abusi nell’infermeria : “Quello che accadeva lì dentro era indescrivibile”

    Un periodo di corteggiamento, in cui con cene e complimenti, il maestro conquistava la fiducia delle sue allieve, prima della tragica svolta, quando le portava in infermeria, dove, secondo le testimonianze delle ragazze, si consumavano gli abusi. La ragazza ammette che all’inizio sembrava una cosa normale, “ci sentivamo sicure e protette come può essere per qualsiasi ragazzo che si rapporta con un maestro, soprattutto di karate, che è una disciplina che richiede un certo rigore, un certo rispetto”. Il rispetto per il loro insegnante e quella disciplina, da parte di ragazze che all’epoca avevano solo 16 anni, le spingeva a fidarsi, si facevano così portare nell’infermeria della palestra, senza sospettare cosa sarebbe successo. “Quello che accadeva lì dentro era indescrivibile”. Senza poter entrare nei dettagli la ragazza parla di un “escalation di violenza” dove il maestro finiva per prendere “quello che voleva lui, opporre resistenza era peggio, in quelle situazioni, più opponi resistenza, più lotti e peggio è”.

    Abusi in palestra : “Non ci si riprenderà mai, però si deve andare avanti”

    Dopo le violenze, le minacce di non raccontarlo a nessuno, nemmeno ai genitori, perché nessuno avrebbe mai creduto al loro racconto, e il senso di colpa e di vergogna che poco a poco comincia a farsi strada nelle ragazze abusate. “Ti dici ma perché a me? Ti dici cosa ho sbagliato? Senza capire che tu non hai sbagliato niente, sono gli altri che hanno sbagliato”. “Non ci si riprenderà mai- conclude Maria- nemmeno io mi sono ripresa, però devo dire che si va avanti, si deve andare avanti.” La testimone confessa che raccontare quella vicenda, è anche un modo per aiutare sé stessa, per provare a togliersi un po’ del peso che si trascinava da troppo tempo. La volontà di raccontare la sua storia, per esorcizzare almeno in parte il dolore che si porta dentro.