Aborto: Trump blocca i fondi con un ordine esecutivo

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    Aborto: Trump blocca i fondi con un ordine esecutivo

    Il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è insediato il 21 gennaio alla Casa Bianca. Il primo atto nello Studio Ovale, come promesso in campagna elettorale, è stato il decreto esecutivo diretto alle agenzie governative per ridurre il peso dell’Obamacare, il sistema sanitario degli Stati Uniti. Ora arrivano altri tre ordini esecutivi. Uno di questi fa discutere: quello sull’aborto che Trump vuole ostacolare bloccando i fondi. Ristabilisce infatti il bando sull’erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo.

    Il bando era stato introdotto nel 1984 da Ronald Reagan, ma era stato revocato più volte dalle amministrazioni democratiche e di nuovo reintrodotto da quelle repubblicane che si sono succedute. L’ultima volta era stato il presidente Barack Obama a cancellare il bando.

    La decisione odierna di rimettere in vigore un provvedimento amato dai repubblicani chiamato “Global gag rule” è arrivata all’indomani del 44esimo anniversario della legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti.

    L’aborto era stato uno dei temi “caldi” durante la campagna elettorale, motivo di forte scontro tra Hillary Clinton e Trump. Ricorderemo i duri attacchi di Trump: “Hillary permetterebbe l’aborto fino al nono mese consentendo ai medici di strappare il bambino dall’utero della madre il giorno prima della nascita. Per Hillary e’ giusto. Ma per me è inaccettabile”. Ma quello che più indignò e scioccò al tempo stesso fu l’invocazione di punizioni per le donne che abortiscono e per i medici che le aiutano.

    Quindi, il suo pensiero sull’aborto è sempre stato chiaro, perentorio.

    L’aborto negli Usa

    Negli Stati Uniti l’aborto viene legalizzato nel gennaio 1973 grazie alla sentenza della Corte suprema “Roe vs Wade”, secondo la quale la decisione d’interrompere una gravidanza deve essere presa nell’ambito di una relazione privata tra medico e paziente. Subito nello stesso anno però l’emendamento Church ( dal nome del senatore democratico dell’Idaho, Frank Church) permette a organizzazioni o individui che ricevono finanziamenti dallo stato federale di rifiutare di praticare l’aborto per motivi morali e religiosi, arrivando al 1977, con l’emendamento Hype che proibisce l’uso di fondi federali per finanziare l’aborto, salvo in caso di stupro o incesto, o anche per salvare la vita della madre. Lo stesso che ha bandito Trump.

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    ‘I valori che tutelano la vita’

    Nella conferenza stampa dalla Casa Bianca il portavoce Sean Spicer ha detto che questo provvedimento è “in linea con i valori pro-life della nuova amministrazione, che tutelano la vita”. La revoca del bando arriva due giorni dopo la marcia delle donne, la Women’s March di Washington propagata in tantissime piazze del mondo, in cui si rivendicava il diritto delle donne a scegliere della propria vita. E l’aborto è stato proprio uno dei motivi che hanno spinto migliaia di donne a marciare contro il neo Presidente, il tema dei diritti riproduttivi e delle donne è rimasto il cuore della protesta.

    Trump vorrebbe abolire la “Roe vs Wade”, in modo che l’interruzione di gravidanza torni di competenza dei singoli Stati, arrivando a dire in campagna elettorale che avrebbe nominato un tribunale anti-aborto presso l’Alta corte della nazione.

    Diritti come l’aborto o uguaglianza di genere potrebbero essere messi in discussione sotto la sua presidenza, se Trump manterrà le promesse fatte in campagna elettorale.

    Comunque, secondo un recente sondaggio è emerso come 7 americani su 10 siano contrari alla pratica dell’aborto.