Abbronzatura: alcuni miti da sfatare

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    Lo sapevate che l’abbronzatura è un sistema di difesa della pelle dai raggi solari che, stimolando la produzione di melanina, la scuriscono creando uno scudo protettivo? L’abbronzatura per molti è sinonimo di bellezza; il sole fa bene ma deve essere preso con l’adeguata protezione e con cautela per evitare danni irreversibili.

    Vediamo alcuni miti riguardanti sole e abbronzatura.

    Se si usano solari con fattore di protezione troppo elevato, non ci si abbronza. E’ falso. Utilizzando solari con fattore di protezione elevata l’abbronzatura è più uniforme, duratura e la pelle non subirà danni.

    Se si ha la carnagione scura, non servono le protezioni solari.

    E’ falso. Anche la pelle scura deve essere protetta dai raggi UVA che provocano danni agli strati più profondi della pelle. A differenza delle pelli chiare, quelle scure possono permettersi un solare con fattore di protezione più basso (SPF 10-15).

    In montagna ci si abbronza di meno che al mare.

    E’ falso. In montagna serva una protezione maggiore rispetto a quella che si utilizza in spiaggia. Per fare un semplice esempio, il sole di marzo-aprile in montagna, equivale al sole di giugno al mare.

    Quindi, in poche parole, se andate in montagna, anche solo per un giorno, portatevi dietro un solare con protezione molto alta.

    Se si sta sotto l’ombrellone, o se il cielo è nuvoloso la protezione solare non serve.

    E’ falso. I raggi solari penetrano anche “barriere” come ombrellone o nuvole e raggiungono lo stesso la nostra pelle, quindi è necessario utilizzare comunque un prodotto solare.

    Foto: pro.corbis.com