16enne morta per ecstasy, telefonata shock: ‘Sta morendo ma gli amici non chiamano l’ambulanza’

Sul caso di Adele De Vincenzi, la 16enne morta a Genova dopo aver ingerito dell’ecstasy, è saltata fuori la telefonata shock del netturbino che l’ha vista prima di morire per strada con gli amici. Nell’audio si sente l’uomo che chiama il 118 per far intervenire un’ambulanza che il gruppo dei 3 amici si è rifiutato di chiamare.

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    16enne morta per ecstasy, telefonata shock: ‘Sta morendo ma gli amici non chiamano l’ambulanza’

    Stanno venendo fuori particolari scioccanti sulla morte di Adele De Vincenzi, la minorenne deceduta per aver ingerito una pastiglia d’ecstasy a Genova la notte del 29 luglio. In particolare a far rabbrividire è l’audio della telefonata fatta da un netturbino al 118 che vide la ragazza e tentò di far chiamare a loro i soccorsi: “Trema tutta, è con amici, sembra che abbia preso chissà cosa. Loro non vogliono chiamare l’ambulanza”. Adele è morta poco dopo in ospedale.

    La chiamata al 118: ‘Adele sta morendo ma non vogliono chiedere aiuto’

    E’ Christian M. il netturbino che mentre era in servizio in via San Vincenzo, vede la ragazza a terra priva di sensi. Dapprima cerca di convincere gli amici che sono con lei a chiamare l’ambulanza, ma questi rifiutano. Anzi, i due ragazzi che sono con lei sembrano infastiditi dall’intromissione del netturbino. In questura racconterà infatti che “Mi rispondevano di non chiamare proprio nessuno, semmai di darle dell’acqua”. Ecco che allora l’addetto Amiu chiamerà il 118, una telefonata drammatica: “Io sono uno spazzino e mi sento male a vedere ‘sta scena. Per favore venite subito con un’ambulanza. Non è cosciente ma trema tutta sembra che butti gli occhi all’indietro”. Una chiamata angosciante e che sarà utile in un secondo momento alla Procura per le indagini.

    I soccorsi arrivano poco dopo intorno alle 2.30 della notte, ma purtroppo Adele morirà un’ora dopo nell’ospedale Galliera di Genova. Al pronto soccorso con lei i tre giovani: il suo fidanzato Sergio Bernardin, 21 anni , Gabriele Rigotti, 19 e un’amica di 16 anni.

    Gli amici di Adele morta per ecstasy: prima in carcere, poi ai domiciliari

    La telefonata del netturbino è ora agli atti dell’inchiesta della Procura e potrebbe portare nelle prossime ore alla nuova accusa di omissione di soccorso per il fidanzato e l’amico che le hanno ceduto la dose fatale. I due giovani sono stati arrestati la notte della morte di Adele e sono rimasti in carcere per una settimana, dopo di che il giudice ha concesso i domiciliari.

    Il pubblico ministero Michele Stagno che coordina l’inchiesta della squadra mobile diretta dal primo dirigente Marco Calì, sta valutando adesso se dovranno rispondere non solo della morte come conseguenza della cessione di droga, ma anche del reato di omissione di soccorso. La sera del 29 luglio infatti erano tutti insieme ed avevano partecipato all’acquisto e al consumo dell’ecstasy che ha portato alla morte Adele.

    I funerali si sono svolti il 2 agosto a Chiavari alla presenza di un centinaio di persone, tra i quali anche i genitori di Gabriele, il 19enne presente la sera del 29 luglio.